venerdì 29 luglio 2011

Fresche idee

Rosa di melone

Cucinare è necessario, indispensabile, vitale. Alla televisione è un continuo bombardamento di ricette, concorsi, imbambolamenti per distrarre da altri problemi e far sì che ci si riempia la pancia e si faccia tacere tutto il resto.
Tuttavia la "manipolazione" degli alimenti stimola la fantasia e la creatività, permettendo alla nostra tavola di assumere piacevoli aspetti, dato che anche l'occhio vuole la sua parte.
La rosa di melone della foto non è opera mia, l'ho scovata sul web, e mi è piaciuta molto. Richiama alla grazia, alla delicatezza ed il mio pensiero ha sintetizzato in quell'immagine l'importanza delle piccole gioie che ci possiamo concedere con molta semplicità. A tavola è tutto un alternarsi di colori e materia a cui rivolgere quel tanto di attenzione che ci renda partecipi anche di ciò che stiamo facendo.
Dedicarsi alla decorazione dei cibi fa bene all'anima e ci aiuta a vivere nel "qui e ora".


4 commenti:

iriselibellule@gmail.com ha detto...

Ho imparato nel primo ristorante dove ho lavorato a decorare un pochino i piatti, mandavamo in tavola i cibi impiattati e curavamo quest'aspetto , che fa venir fame anche lui . Più che fame, a volte sembra di mangiare piccole opere d'arte. Non c'è bisogno di eccedere in bravura, bastano fettine rosse di pomodoro , striscioline verde fosforescente di porro ... Sarai lieta di sapere che ho mangiato alcune TRombette di Albenga di mia produzione, le uso come comuni zucchine, ma forse c'è qualche ricetta speciale che non conosco. Comunque a voi liguri vi si dovrebbe dare un premio per l'invenzione del pesto genovese, noi in estate lo facciamo spesso e lo mangiamo con un gran gusto.UNa delle cose più buone del mondo.

skip ha detto...

Che meraviglia questa rosa di melone!

Alberto ha detto...

Nel 1850 Feuerbach recensisce favorevolmente Lehre der Nahrungsmittel für das Volk (Dell’alimentazione: trattato popolare), uno scritto di Jakob Moleschott sull'alimentazione, interpretata come la base che rende possibile il costituirsi e il perfezionarsi della cultura umana: un popolo può migliorare migliorando la propria alimentazione. Significativo è il titolo di uno scritto del 1862: Il mistero del sacrificio o l'uomo è ciò che mangia; cioè esiste un'unità inscindibile fra psiche e corpo, per pensare meglio dobbiamo alimentarci meglio. Da wikipedia.

A questo fatto che noi siamo quello che mangiamo credo ci pensiamo troppo poco.

Brutus ha detto...

Crescevano molte ortiche e c'era dell'acqua eccellente: le ortiche mi fornivano un tessuto per il riparo esterno del corpo ed una farina senza sapore per il nutrimento interno. Così il mio corpo diventò simile ad uno scheletro, la pelle prese il colore dell'ortica e la consistenza della cera ed anche i peli divennero ispidi, verdi. Tutte le mie ossa sporgevano e le mie membra stavano per staccarsi."

A questo punto la sorella di Milarepa, Peta, nella festa annuale del paese venne a sapere che suo fratello era vivo e decise di mettersi in viaggio per raggiungerlo. Dopo un mese lo raggiunse portando farina, burro e vino.

"Accettai le offerte di Peta e mangiai e bevvi, così che immediatamente la mia intelligenza finalmente si rischiarò."

Vita di Milarepa