Scenografia del I e IV atto de La Bohème
in corso a Genova al Carlo Felice
Se Genova "offre", l'Associazione culturale A Cria di Vallebona risponde.
Mostre di pittura di alta qualità oppure opere liriche di grande fama non si possono di certo disdegnare e così, a distanza di un anno da La Traviata, oggi ci siamo concessi La Bohème di Giacomo Puccini.
La cosa più sorprendente è stata senz'altro la scenografia del genovese Francesco Musante, così come di un altro genovese, Maestro Marco Guidarini, ne è la direzione.
Inaspettatamente colorata, quasi favolistica, l'opera scorre nella dolce armonia pucciniana, accompagnata dalla presenza di bambini che simboleggiano, per ogni personaggio, il pascoliano fanciullino che vive in ogni essere umano: guizzano, saltano, scappano, giocano fino a quando la tragedia prende il sopravvento e la realtà nuda e cruda nega loro la possibilità di esistere e quindi spariscono proprio dalla scena.
Una rappresentazione originale, che "alleggerisce" le atmosfere cupe e sofferte dei bohèmiens dell'epoca e solleva anche noi, che di pesantezze al presente ne dobbiamo reggere non poche.
Profani ed esperti si mescolano sul pullman che organizza A Cria e si rendono partecipi di questo "rapimento" che ogni volta l'opera regala, concedendosi quelle emozioni che ricollegano con le parti più recondite di se stessi, all'archetipo, all'immagine primordiale contenuta nell'inconscio collettivo.
Più semplicemente all'esserci.



3 commenti:
... non c'è nessuno? .....
.... fuori moda la lirica???
Ciao.
Nessun dorma!
@Gian Paolo: Belìn tu, nessun dorma a l'è in'autra!
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