giovedì 25 giugno 2009

Chinò

Francesco Guglielmi (Chinò) - Vallebona 1919

Ecco un altro novantenne, questa volta del mio paese.
Nell'assolata campagna, si reca ogni giorno con la sua Ape Piaggio 5o per svolgere ancora quei lavori che la sua veneranda età gli permette.

La pianta sulla sinistra è una mimosa floribunda, o mimosa francese o quattrostagioni: rivelatasi una redditizia coltivazione a partire dagli anni Settanta, al giorno d'oggi è praticamente scomparsa, perchè era diventato pressochè impossibile liberarla da un parassita che la danneggiava. Era molto bella, ma purtroppo anche la sua breve durata come fiore reciso ha contribuito a farle perdere quote di mercato e redditività.
Le piante sulla destra, invece, sono le prosperose ginestre che rappresentano al giorno d'oggi la coltivazione più importante del Mercato dei Fiori di Sanremo: in estate sono in piena vegetazione per poi sfoderare i loro innumerevoli fiorellini bianchi durante l'inverno.

Chinò ha ripreso il suo lavoro: dopo lo sfalcio primaverile, nelle fasce, qua e là nascono ciuffi d'erba e il vecchio contadino "ripassa" con la zappa a toglierli invece di usare il diserbante come fanno le nuove generazioni.
Per i vecchi, i tempi e i modi sono sempre gli stessi: non sentono nulla, nè l'indolenza, nè la fatica, perchè la loro soddisfazione è quella di mantenere la cura e il "livello" del proprio operato come hanno sempre fatto.

Le mani stringono la zappa e quel "lavoretto" ripulirà il sito rendendolo gradito a sè e agli altri, mantenendo il territorio in perfetta armonia: senza di loro non sarà più così.
La particolarità di Chinò è che quando scambiamo due chiacchiere riesce sempre a farmi i complimenti per come lavoro e per il modo in cui mi vede attiva: sapeste quanto bene mi fanno quelle parole...


9 commenti:

giarevel ha detto...

Pia, questi post sui novantenni sono straordinari. Continua, ti prego, stai compliando l'elenco telefonico di Atlandide. Grazie
g

Alberto ha detto...

D'accordissimo con Giarevel. Purtroppo al mio paese di vecchi così non ce ne son più. L'ultimo, Bacì, che registrai e fotografasi parecchie volte se n'è andato qualche tempo fa a 96 anni.

Anonimo ha detto...

Ne restano veramente pochi: non so se vivano per l'aria che respirano ed il poco che mangiano o proprio per la soddisfazione di quei "lavoretti" che riescono ancora a fare e che - con tanta fatica e per noi in quantità impossibile - hanno sempre fatto!
Mi auguro che i nostri coetanei, e le generazioni più giovani, non dico riescano ad osservarli ed apprezzarli, ma almeno li notino senza passare oltre nella completa indifferenza.
Ciao, MarLor58

cinema&libri ha detto...

Bello, complimenti.

gturs ha detto...

Al mio paese di adozione, vi sono solo ultranovantenni donne......gli uomini come dice alberto non ce ne sono più....
Ciao pia, continua a raccontare....
buona serata, roberta.

Anonimo ha detto...

Grazie Pia io nn conoscevo il nome di questo signore mi fermo spesso ad osservarlo mentre lavora è un piacere perchè vedo tanto amore e cura in quello che fà, gli faccio spesso dei complimenti e lui scuotendo il capo mi ringrazia sorpreso, visto che per lui è normale dedizione.Veramente adorabile
un bacio ciao Balurda

coscienza critica ha detto...

Mi è capitato di pensare spesso a come sarà il mondo senza di loro, dopo di loro. Non sono bei pensieri.

gian paolo ha detto...

Quando un post su Elio e Lilia, quei due della casa tra le nuvole, sempre aperta a tutti e lui sempre attento a cogliere il tuo stato d'animo, pronto a darti una mano e a starti vicino...

Daniele Passerini ha detto...

Non dobbiamo fare scomparire queste memorie. Fa bene al cuore leggere questi post: a vedere com'è ridotta l'Italia oggi, c'è da pensare che quella vera si nasconda tra le rughe di questi anziani, gente vera, come se ne trova sempre meno. Grazie Pia.