venerdì 23 ottobre 2009

Ciao Elio

Elio e Lilia
I° maggio 2006

"Nel tuo essere un uomo senza tempo, ci hai dato la giusta visione del mondo, quella capace di stare al di là di ogni limite, indicandoci la strada della libertà da ogni catena: liberi di spaziare dentro noi stessi e liberi dai condizionamenti esterni, per poter cogliere la vita nella sua più intima essenza.
Un padre, un amico, un maestro, un’isola di pace e di consapevolezza.
Per ogni sofferenza abbiamo trovato in te conforto, per ogni dubbio la spiegazione, per ogni slancio la comprensione.
In ogni occasione che ci ha visti insieme, abbiamo imparato la bellezza della condivisone e capito l’importanza di essere sulla stessa lunghezza d’onda.
La tua intelligenza, la tua ironia, la tua umanità ci hanno preso per mano e accompagnato nel nostro percorso; ci addolora non averti più tra noi, ma non dimenticheremo quanto da te abbiamo imparato.
Ciao Elio e grazie infinite."

Lilia, Pia e Elio
Di Elio ne parlai qui


20 commenti:

Ino ha detto...

Quando viene a mancare una persona conosciuta si rimane sempre un pò basiti, nel caso di Elio invece viene a mancare un Amico e qui subbentra il dolore.
Un abbraccio a tutti quelli che gli hanno voluto bene.
Ino

Alberto ha detto...

Ciao Elio.
Un abbraccio a tutti, non riesco a dire altro.

filo ha detto...

Mi unisco al tuo saluto per Elio. L'ho conosciuto poco, ma ho sentito la sua profonda capacità di comprendere senza giudicare.
Ciao Pia

gian paolo ha detto...

Quante cose ci sarebbero da dire di Elio, quanti momenti belli e meno belli vissuti insieme in quasi quarant’anni di amicizia!
Dovendo forzosamente fare una sintesi, quello che più mi preme evidenziare di lui è la sorprendente umanità, non disgiunta dalla sua grande sensibilità.
- Elio percepiva l’essere dallo sguardo, dalla voce…
- Tutte le persone semplici erano per lui “creature”, anche quando diceva di non capire che cosa
potessero aver dentro!
- Se un compagno aveva bisogno, non esitava a deporre gli attrezzi da lavoro per dedicarsi a lui.
- A Lilia ha dedicato pressoché l’intera vita, direi ogni minuto, specie dopo l’incidente che le è
occorso.
- La loro casa era sempre aperta a tutti e lì trovavi calore umano e l’amore per le piccole cose: un
pezzo di pane, due olive, un biccher di vino, un fiore…
Dalla grande umanità di quest’uomo, non poteva non scaturire l’impegno politico inteso a cambiare l’ordine sociale.
Un giorno, quest’estate, mentre si godeva per l’ultima volta la casa di Begliun, parlando col suo compagno di scuola Franceschi, e sentendo che i suoi giorni si stavano accorciando, disse in modo consolatorio: “ … e poi, nella mia vita non ho fatto nulla di cui debba vergognarmi!”
Queste parole mi sono rimaste particolarmente impresse e mentre da una parte pensavo alla loro bellezza e grandezza, dall’altra non ho potuto fare a meno di pensare a quanti di noi potrebbero o potranno dire la stessa cosa… ma, ancor più, a quanti oggi si pongono questa stessa domanda.
“In ognuno l’impronta di ognuno” dice Primo Levi in una sua poesia, e in noi tutti, suoi amici, l’impronta che Elio ci lascia è forte!
Bene hai fatto, Lilia, a seppellirlo quassù, perché quando ci chiederanno: ”Dove sono
Elio;
Vicari Eliano e Papalia Antonio, suoi compagni di scuola e di primo antifascismo;
Miseria Memmo e Boscaglia Ernani, compagni nell’azione antifascista;
Tacchini Gino, ucciso dai tedeschi;
Isio Paolucci, reduce da Mauthausen;
Mario Tessitore, l’avvocato;
l’anarchico Pinelli,
Cesarin,
Bacì Garibaldi,
Pascalin u relörià,
Adriano Bonsignù,
Potremo dire anche noi che dormono, dormono sulla collina!

Emmanuel Biamonti ha detto...

L'ho saputo questa mattina e non ci potevo credere! Un grande uomo se ne è andato! Ammiravo lui come uomo e loro come coppia. Persona di grande cultura e pensiero, l'ho vedevo spesso alle feste di paese e avevo modo, a volte, di scambiare qualche parola con lui o, anche solo, di vedere il modo con cui aiutava sua moglie Lilia e l'amore reciproco che provavano l'uno per l'altro. Coraggio Lilia. Ciao Elio

Arturo Viale ha detto...

L'ultima volta che li ho visti, Elio e sua moglie, era un tardo pomeriggio di dieci giorni fa. Stavano rientrando a casa da duecento metri di passeggiata, che Lui non riusciva a farne di più. Ma hanno voluto raccontarmi qualche piccolo pezzo della loro storia, il matrimonio in bicicletta, il passaggio dalla parte del battistero per non farsi vedere dagli amici dell'osteria. Cose come fossero ieri e sono passati sessantanni.
Ciau.

Luana Cerro ha detto...

Che brutta notizia... è scappata subito la lacrima...

giuseppe palmero ha detto...

Quando penso alla parola compagno e al valore (o l'attualità) di quella stessa, penso alle persone come Elio. Io ero lì, ieri a Perinaldo, a dargli l'ultimo saluto. Una grande commozione. Ci siamo tutti sentiti uniti nella sua amicizia e nel ricordo della sua bella persona. Lo porterò sempre nel mio cuore.
Un giorno forse scriverò qualcosa di un episodio di 33 anni fa che a cementato ulteriormente il nostro legame e che pochi conoscono. Prima o poi lo farò, per dedicarglielo. Glielo devo!

arturo viale ha detto...

Un giorno all’osteria di san Martino, mentre stiamo bevendo lo scolo della bottiglia e Lilia è già in piedi, mi viene da chiedergli come si sono sposati e lui, come se si sentisse scoperto in una sua contraddizione, mi dice soltanto "in chiesa, quasi sessanta anni fa di pomeriggio". E intuisco da un gesto della mano che il discorso è chiuso.
Sei mesi dopo lo trovo preoccupato per cosa potrebbe succedere al suo funerale; lui che ha sempre cercato l’ombra, il silenzio, la clandestinità, non vuole cerimonie, bande, cortei.
Lo ascolto, gli dico che l’importante è come si vive, che verrà un giorno che saremo morti tutti. Faccio fatica a capire la sua preoccupazione per quando non ci sarà più. Poi camminando verso casa, la sera, sulla spiaggia verso Nervia, metto insieme i pezzi del discorso e capisco che non vuole per la seconda volta finire nel lavoro di un prete contro la sua volontà.Meno male che è andata come voleva Lui.

Anonimo ha detto...

Elio, sono Giuseppe, il tuo amico più giovane, quello che ha preso la macchina poco tempo fa per portare in giro te e Lilia...quello che, quando tu raccontavi le tue difficili e tristi storie, piangeva...quello che da te ha imparato tantissime cose per superare i problemi di ogni giorno...quello che non dimenticherà mai quella frase che mi dicesti una mattina quando ho saltato la scuola: "Giuseppe, non so se hai fatto bene o male a non andare...visto che ci sei, lascia stare ogni tanto i libri e impara a conoscere le persone".. quello che da oggi avrà nell'anima quella tristezza che purtroppo sentivo sempre, troppo spesso in te, ma che poi spariva quando si stava insieme per tante ore a parlare di tutto...avrò per sempre nel cuore e nell'anima le bellissime passeggiate che abbiamo fatto tutti e quattro, tu, Lilia, mamma ed io...ho ancora tra le mani il libro che mi hai regalato il 25 aprile, un giorno bellissimo scandito dalle canzoni che abbiamo cantato e il bellissimo pranzo che abbiamo fatto tra di noi...ciao amico elio, da oggi mi sentirò più solo senza di te, il tuo amico giovane che è spaesato...

la signora in rosso ha detto...

un abbraccio a tutti!

giarevel ha detto...

Cara Pia,
io ho conosciuto Elio sul tuo blog, con quella serie di ritratti di comuni persone straordinarie che mi sono piaciuti tanto e ne ho fatto un personaggio senza tempo, come quelli dei libri. Ma ciò non mi salva dal dolore del sapere che ora non potrò più conoscerlo di persona. Bisognerebbe dedicare un momento della propria vita a conoscere tutti gli anziani che ti stanno attorno: si imparerebbe molto del proprio futuro.

Arturo ha detto...

> Gian Paolo. Un condensato perfetto.

Giuseppe Palmero ha detto...

Sono stati molto pochi i momenti veramente bui nella mia vita. In uno di quelli, fu Elio a riportare il sole. Fu lui. Un suo gesto e la sua presenza fecero ritornare la luce, e riavvertii il calore della fiducia che solo un vero amico può infonderti in certi momenti.
Devo a lui questo ricordo, tra i molti che potrei riprendere, e lo voglio raccontare affinché chi non ha avuto la fortuna di conoscere questa persona, possa, attraverso questo breve frammento di memoria, coglierne la dimensione.
Risparmierò quindi l’antefatto, così come l’epilogo (fortunatamente positivo), per soffermarmi solo su quanto è necessario a comprendere il contesto in cui Elio ed io venimmo a trovarci in quella circostanza.
Era il maggio del 1976 ed io ero suo ospite a Perinaldo, ma non a casa sua, bensì in un piccolo appartamento dismesso che Lilia (sua moglie) aveva in paese. Ricordo, anche se in quella fase avevo altro a cui pensare, che uscendo sul terrazzino, con un solo sguardo si godeva di uno splendido panorama su Apricale, Bajardo e le Alpi Liguri.
Quella notte ci fu una bufera. Una bufera doppia. Fuori, lampi e tuoni si susseguivano a non finire. Dentro, ero in subbuglio ( ... non perché avessi paura dei lampi). Ero solo e sentivo l’assoluto bisogno di una persona cara e non potevo cercare altri, in quel contesto, che lui. Rimasi a lungo a pensare se era il caso che uscissi per andarlo a cercare. Poco dopo le undici, chiusi la porta alle mie spalle e uscii, con il cuore in gola. Non c’era un’anima viva in giro, a quell’ora, neanche un cane. La pioggia era battente. Per arrivare a casa sua, sul poggio di Begliun dovevo attraversare tutto il paese, lungo il crinale, e mi ci vollero più di dieci minuti. Quando arrivai lassù, non trovai nessuno. Gli lasciai così un biglietto sotto la porta e rientrai angosciato nel “mio” appartamentino. Avrei molto da dire su quelle ore che precedettero l’alba, allorché riuscii ad addormentarmi …
La mattina, saranno state le otto, sentii bussare alla porta. Delicatamente. Dall’uscio arrivava anche una voce, che subito non riconobbi, anche perché ero intontito dalla burrascosa notte trascorsa e dal poco sonno. Poi riconobbi la voce. Era quella di Elio, ma risuonava strana, come se mi chiamasse a denti stretti. Così mi affrettai ad aprire ... per capire!
Non dimenticherò mai quell’attimo!!!
Elio aveva in bocca un fiore e sorrideva raggiante con i suoi occhi piccoli, stringendone tra i denti il gambo. In una mano teneva per il collo una bottiglia di spumante Riccadonna e nell’altra un pacchetto di biscotti savoiardi. Li posò sul tavolino e continuando a sorridermi, mi disse: “Vedrai adesso come cominciamo bene la giornata …” E tornò il sole.
Ecco chi era Elio …

sileno ha detto...

Aveva il sorriso schietto di una persona limpida; anche se per me era uno sconosciuto, mi sento impoverito anch'io dalla sua mancanza.

andreacamporese ha detto...

Mi unisco al cordoglio.
Forse non è il momento più indicato, ma sono passato solo per sussurrarti (e sussurrare a quanti siano interessati), questo link
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/78241
viste le tue perplessità al mio ultimo intervento.
Saluti

ilaria laura ha detto...

Di Elio mi ricordo quando da piccola mi faceva "assaggiare" la pittura.Metteva il dito indice nel secchio bianco e poi velocemente si leccava il medio;rimanevo stupita, chiedevo se era buona... e ogni volta gli dicevo di assaggiarla prima di iniziare a imbiancare. Mi faceva ridere un sacco e quando lo incontravo per il paese gli chiedevo sempre di andare ad assaggiare di nuovo la pittura.....
Con gli anni, quando ormai non assaggiavo più la pittura (e neanche lui) mi faceva sempre piacere fermarmi a parlare e ascoltare le sue storie, assaggiando questa volta un bicchiere di vino e i suoi pensieri.
Ciao Elio!

Germana ha detto...

In tanti anni Elio mi ha mostrato una via, quella dell'amicizia, della condivisione, dell'autenticità, della libertà.
Il suo occhio brillava della forza della convinzione quando si discutevano certi principi.
Il suo labbro era pronto al riso e allo scherzo, nell'ironia propria alla più viva intelligenza.
Elio era umano, alla pari con tutti, in ogni situazione.
Nessuno come lui riusciva a far ridere i bambini, che adorava.
Si trovava a suo agio con i giovani, che lo amavano come se avesse la loro stessa età.
La sua casa era aperta a tutti: prendeva la vita per il verso giusto.
Era ben allenato, fin da quando, bambino, si preoccupava di portare i mandarini a scuola ai suoi compagni.
Dalla Toscana, a Genova, fino in Spagna era conosciuto Elio...
E qualche bel gesto, tra una burla con gli amici e gli impegni di lavoro, l'ha compiuto.
Ma era anche modesto, non si vantava; però ricordare si, amava ricordare, specie gli amici, i tipi più straordinari e inimmaginabili, con cui aveva condiviso pezzi di vita, di storia, di pane.
Quale uomo libero e nuovo era cresciuto, portando avanti in modo creativo e giocoso un'idea, quella dell'UTOPIA, senza cui il mondo va verso il decadimento e la barbarie.
Elio ha rappresentato per tanti di noi questa via, questo ideale di umanità. Ed è con un sentimento di amorosa fierezza che lo vogliamo salutare e ricordare: che sia per tutti noi, che lo abbiamo conosciuto e amato, come un sole che non muore.
Grazie Elio.
22 ottobre 2009

Germana

Dantilio ha detto...

Ti conosco da 39 anni e siamo sempre stati amici. Non un’amicizia qualsiasi, ma un’amicizia puntellata da tanti incontri e tanti ricordi… ed oggi sono qui, triste insieme a tanti altri amici, per salutarti, per dirti una volta ancora, tutto il mio affetto, la mia stima, il mio rimpianto… quello maggiore, di non aver sospettato la gravità della tua malattia, rimandando colpevolmente una mia visita che non ho più avuto il tempo di effettuare.
Non ci sarà una sola parola retorica in questo saluto.
Non lo avresti voluto e non me lo avresti perdonato.
Non lo farò, ma sappi che raramente ho apprezzato tanto una persona come te, capace di tanta dedizione, tanta abnegazione, tanto amore verso la persona che insieme a te, ha condiviso tutta una vita.
Simili sentimenti fanno onore sia a te, caro Elio, che li hai coltivati, difesi ed offerti, sia a te, Lilia, che questi sentimentali hai meritati, ricambiandoli con lo stesso slancio e la stessa amorevole tenacia.
Simili sentimenti sono privilegio di pochi e l’averli condivisi e vissuti, devono ora, poter diventare, oltre ad un purtroppo inesauribile rimpianto, anche una dolce forza per un rassegnato conforto.
Ho letto da qualche parte, forse in Sant’Agostino, e tu Elio, probabilmente e laidamente sorriderai per questa mia citazione, una frase che vorrei potesse portare a te, Lilia, un seppur piccolo conforto: “Non disperarti di averlo perduto, ringrazia invece il destino che te lo ha concesso per così tanto tempo”.
Ciao Elio, ti porto i saluti di amici e compagni dell’A.N.P.I. di Venti miglia e di tanti altri amici che ti hanno conosciuto ed apprezzato. Con loro, ex partigiani, con me, ti sei incontrato tante volte durante le celebrazioni del 25 aprile, la nostra bella festa di primavera che tu hai sempre sentito come la tua festa.
Con te, con loro, in quella giornata, anno per anno, abbiamo assaporato insieme quell’aria tiepida di primavera, dove tu non mancavi mai l’occasione per ricordare i tuoi fremiti di gioventù, quando insieme a ragazzi come te, avevi sognato la giustizia e la libertà, e per queste avevi speso generosamente e pericolosamente le tue energie.
Ben presto avevi visto sfiorire molte illusioni, ma non avevi voluto rassegnarti, ne allora, ne adesso. Eri molto amareggiato e la tua intelligenza, il tuo acume, non ti hanno certo aiutato a coltivare ulteriori illusioni.
Non sopportavi soprattutto i troppi opportunisti, che dopo aver diviso con te lo stesso pane, le stesse speranze, gli stessi rischi, avevano preferito sprangare le proprie porte di fronte alle necessità altrui, di fronte ai più deboli, e a tutti coloro che ostinatamente, ancora inseguono un mondo migliore.
Qualche volta, scoraggiato, te la prendevi con noi che la Resistenza non eravamo stati capaci di difenderla e che ci eravamo opposti troppo pigramente all’avanzare di nuovi fascismi.
Davanti a te, confesso di essermi trovato qualche volta in soggezione, come uno studente sotto esame, inadeguato e indegno di quel testimone che idealmente compagni come te, ci avete consegnato perché lo difendessimo. Ora, con la tua stessa amarezza, devo ammettere che avevi ragione.
Ciao Elio, non sarà facile dimenticare le tue intelligenti intuizioni, le tue analisi mai banali, i tuoi profondi ragionamenti.
Insieme a tutti i compagni dell’A.N.P.I.. proverò, nel salutarti, a farti una promessa: “ Terremo duro, terremo duro anche per te!”

Mauro ha detto...

Quando ho conosciuto Elio avevo 17 o 18 anni. Da poco tempo stavo scoprendo il mondo, le sue bellezze e le sue tremende realtà: stavo formando una coscienza, delle idee, degli ideali, anche. Assieme ai miei amici compaesani, ragazzi coi quali si può dire fossi nato assieme, avevamo costituito un gruppo affiatato, legato dalla musica, dalla voglia di conoscenza e dalle prime discussioni politiche. Stavamo bene assieme e si trascorrevano uniti praticamente tutti i momenti liberi. La cosa andò avanti per qualche anno, lasciando su di me tracce e influenze che mi porto ancora dentro: è stato uno dei periodi più importanti della mia vita. Proprio in quel periodo cominciammo a frequentare Elio e Lilia, favoriti dal fatto che trascorressero buona parte dell'anno a Perinaldo, il mio paese. Non mi ricordo il primo nostro incontro, tanto tempo è trascorso e mi è sempre sembrato di averli sempre conosciuti. Tra di noi l'intesa fu immediata: nonostante la differenza di età si trovavano a loro agio con noi e alla prima impressione di stupore seguì poi la consapevolezza che amavano stare coi giovani e avevano sentimenti e mentalità giovanili. Mi ricordo come Elio ascoltava le nostre argomentazioni, la sua contentezza nello scoprire persone nuove con le quali condividere idee, la convivialità a tavola, la voglia di fare assieme, anche solo partecipando alle sagre in voga al tempo o programmare gite. La sua voglia di vivere, di sentirsi giovane, la sua capacità di ascoltare chi aveva meno esperienza, il suo credo libertario sono stati per me (e non solo)un importante insegnamento, complementare a quello essenziale ricevuto dai miei genitori. Posso dire che Elio sia stata una delle persone più importanti che abbia incontrato nella mia vita e ora, a distanza di anni, dichiaro apertamente la mia riconoscenza verso una persona che mi ha dato cose importanti per la mia maturazione da adolescente ad uomo adulto, senza mai chiedere nulla in cambio. L'ho sempre visto con piacere, e cercato, quando ho potuto: così tentavo di fargli capire di non essermi mai dimenticato della sua amicizia e della stima che ho sempre nutrito per lui. Il tempo è passato e arriva il momento per ciascuno di noi che tutto finisce; quello che desidero è rimanere vivo nel ricordo e sempre presente nella mente di qualcuno come lo è lui per me. Rimanere vivo nella mente degli altri, far rivivere ricordi che non si cancellano è il lascito migliore che uno possa fare: ancora una volta mi hai dato senza nulla in cambio...
Mauro