martedì 8 febbraio 2011

Nudità

Il ciliegio

Con i tempi che corrono è chiaro che il titolo vi avrà fatto pensare a tutt'altro. E invece è riferito agli alberi a foglia caduca, che nel cuore dell'inverno si presentano in tutta la loro nudità.

Il caco

La campagna ligure è prevalentemente "abitata" da piante sempreverdi: l'ulivo è sempre stata la pianta dominante e anche le coltivazioni floricole insediate negli ultimi cento anni hanno anch'esse questa caratteristica.

Il fico

Le piante ritratte sullo sfondo sono le sempreverdi mimose, che si stanno avviando alla loro maturazione. Mentre alcune piante "dormono", altre stanno per compiere il loro grande sforzo di donarci il loro frutto... La Natura è proprio meravigliosa.

Il salice piangente

Il salice piangente è una pianta stupenda. Il nome vorrebbe indurre a qualcosa di triste, ma la mia percezione non è affatto tale. In questo periodo gioca un po' d'anticipo, rispetto alle piante da frutto, per germogliare: infatti un leggero e tenero verde sta iniziando a rivestire le sue fronde.

Il salice ridente

Così come il salice piangente non mi mette tristezza, così quello ridente non mi provoca ilarità: indubbiamente i termini adottati stanno solo ad indicare le tendenza dei rami verso il basso e verso l'alto. E il paesaggio di contorno conferma la dominante dei sempreverdi...

Mimose in via di fioritura

Tra un mese è l'8 marzo, Giornata della donna nonché Carnevale. Servirà molta mimosa, servirà per dire più che mai che cosa significhi essere donne. Servirà per ripulire un po' l'atmosfera e il pantano in cui siamo immersi. Servirà per riportare molte coscienze oppresse a quell'attimo di condivisione e di respiro a fronte di lunghi momenti di isolamento e di asfissia.
Servirà a ridare alla nudità il suo significato più nobile.



5 commenti:

Lorenza ha detto...

Anche a me piace vedere la struttura degli alberi , mi pare che occupino una zona dello spazio definita che, anche nello spazio vuoto fra le fronde ,è tutto albero , Un pò come lo spazio fra gli elettroni che è tutto atomo, non so se mi sono spiegata. Quello spazio vuoto è reso vivo dall'albero ... Forse sono un pò matta. Le mimose da te sono più avanti che da me , si vede che vicino c'è il mare.

pia ha detto...

@Lorenza E' vero: lo spazio vuoto è "albero", così come una radiografia ti raffigura lo scheletro, ma è "corpo"...
Quelle della foto sono tra le più tardive della mia vallata: le altre sono pressochè pronte per il taglio, la lavorazione e la conservazione, come puoi vedere qua:
http://pia-goodvalley.blogspot.com/2010/03/la-febbre-gialla.html
e qua:
http://pia-goodvalley.blogspot.com/2010/03/con-queste-mani.html

Lara ha detto...

La Liguria è una terra stupenda: anche nella sua nudità, rivela un volto caratteristico suo proprio.
Olivi, fichi, una flora ricca .. e le mimose. Qui, in Emilia, di mimose non se ne vedono. Chissà che profumo fanno quando tutte sono fiorite...
Ora vado a leggere i tuoi post precedenti, come da tuo commento a Lorenza.
Ciao Pia, buona giornata!!!
Lara

Alberto ha detto...

Non ci avevo mai pensato. Mentre noi d'inverno ci copriamo, gli alberi, quelli a foglia caduca, si denudano. Rimane vestito l'ulivo e il leccio, che credo sa la pianta autoctona più antica che ci sia da noi. Se così non fosse non ci sarebbe il tripudio del risveglio in primavera.

raggio ha detto...

bellissime foto, Pia! domani le utilizzerò per i miei alunni di II, perchè proprio in questi giorni abbiamo fatto la distinzione di caducifoglie e sempreverdi. grazie anche per questo e buona serata!