giovedì 26 aprile 2012

Ieri, 25 aprile a Ponente

Pia a Vallebona

Immancabile, per me, l'appuntamento del 25 aprile: a Vallebona la cerimonia si risolve in una mezz'oretta, con una scarsissima partecipazione. Desolata, decido di andare a Ventimiglia, il luogo più vicino dove sono certa ci sia lo spirito giusto per questa importante ricorrenza.

Ventimiglia, il corteo

Lo scarto orario di inizio della manifestazione mi permette di arrivare in tempo e di rivedere molti volti amici con cui condividere la Festa della Liberazione. 

Jacopo Colomba con la bandiera e 
Daniela Moro con lo striscione dell'ANPI

Finalmente un insieme numeroso di persone di ogni età, finalmente respiro l'aria giusta e condivido con i presenti l'importanza di esserci...

Valentina Gallinella

L'ANPI di Ventimiglia da voce a pieno campo ai giovani. Evitando ogni retorica, lascia che siano loro i testimoni della Resistenza: è un messaggio importante, che dà buone speranze nel senso della continuità.
Inizia Valentina Gallinella leggendo due lettere di due donne condannate a morte dai nazifascisti. 

Jacopo Colomba

Segue l'intervento di Jacopo Colomba, che declama i versi di Piero Calamandrei scritti su una lapide per "ignominia" all'entrata del Comune di Cuneo. Non legge il testo de Lo avrai camerata Kesserling/il monumento che pretendi da noi italiani..., ma lo recita a memoria e lo interpreta, rendendo il pubblico partecipe di un momento di alta commozione.

Simona Taliani

Infine interviene Simona Taliani, nipote del partigiano Nello Moro di Isolabona. Partendo dai suoi ricordi di bambina, dai racconti sentiti e da quelli che "non avrebbe dovuto sentire", ha ricostruito la sua esperienza diretta di ciò che la Resistenza è stata nella sua famiglia, evidenziando i coinvolgimenti emotivi e le riflessioni storiche che col passare degli anni ha portato con sé quali imprescindibili insegnamenti per le sue scelte di vita. Ha rimarcato l'importanza della divulgazione della conoscenza della storia per le nuove generazioni, che stanno crescendo senza nessun retroterra consapevole e senza riferimento ai valori della Resistenza. Il suo intervento è stato ampio ed articolato, ed io l'ho sintetizzato all'inverosimile: non me ne voglia la brava Simona!

Sandrino Suraci e il partigiano "Garibaldi" 
a Ospedaletti

Ospedaletti celebra il 25 aprile alla presenza del partigiano Garibaldi di Bajardo: come potrebbe mancare il mio (e non solo mio!) amico Sandrino, il tipografo, alla festa della Liberazione! E non perde neppure l'occasione di farsi immortalare con Garibaldi...

 Bajardo (Im)

E' l'ora di pranzo e non resta che l'imbarazzo della scelta per aggregarsi ad una delle tavolate in programma: la mia amica Germana ed io decidiamo di andare a Bajardo, proprio da Garibaldi, dove sappiamo essere riuniti quelli dell'Alta Val Nervia. Ottima accoglienza, ottimo cibo e ottimo prezzo hanno coronato una giornata che per molti non significa nulla, ma per altri ha invece una grande importanza.

Garibaldi e Germana

Garibaldi racconta, insieme a Germana ricordano Elio e condividono significati e momenti di vita vissuta del cui spessore non v'è alcun dubbio. A 86 anni, la sua memoria è perfetta, la sua giornata scandita da lavori in campagna che gli permettono di sentirsi "senza tempo" e continuare il suo viaggio di uomo...

Bunda

Infine il ritorno. A Bajardo si arriva da una strada, ma generalmente si torna da un'altra, per circumnavigare un luogo che riveste una notevole importanza paesaggistica. Bajardo è la cosiddetta cerniera tra il mare e la montagna. Si sale e si domina un paesaggio diverso dal solito. Si abbandona la Liguria dei fiori, degli olivi, della vigna e ci si imbatte nei boschi, nei castagni, negli abeti e le cime dei monti. Il silenzio, il panorama, il verde rinfrancano l'anima e lo spirito e al contempo inducono alla riflessione che proprio su quei monti, prima del 25 aprile del 1945, uomini di ogni dove lottarono per liberare l'Italia dal nemico. 
Tra un respiro a pieni polmoni e attimi di commozione salutiamo i nostri luoghi e la nostra storia e torniamo verso casa.


6 commenti:

Gian Paolo ha detto...

Chapeu!

gturs ha detto...

Vivo il 25 aprile a modo mio, non ho mai partecipato a un corteo ma da almeno 20 anni li vedo sfilare davanti a casa mia...molto bello il tuo diario dell'intensa giornata.
Un caro saluto Pia, Roberta

Adriano Maini ha detto...

Aggiungo i miei più caldi complimenti!

Alberto ha detto...

Grazie Pia per la bella cronaca col cuore. Eh, quest'anno quelli dell'alta val Nervia li ho traditi per Milano. Ho visto volentieri Daniela e sua figlia Simona che sono anche miei parenti.

garabondo ha detto...

grandissima pia.
vedrò di frequentarti un 25 aprile,
anche se il pranzo di mezzogiorno lo faccio solitamente in famiglia, avendo avuto la fortuna di veder nascere mia figlia giorgia proprio il 25 aprile.

ma il pranzo insieme lo possiamo fare il primo maggio!!!!!!

ciao e ancora complimente per il racconto e ancor più per la maniera di vivere il 25 aprile, festa per noi dell'ultima rivoluzione riuscita.

garabondo ha detto...
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