domenica 16 gennaio 2011

Andando per sentieri

Camìn

Rimanendo in tema di "paesaggio" non occorrono molte parole per descrivere questo sentiero, camìn in vernacolo, che racchiude in sé bellezza, poesia, calma, profumi, silenzio, pace e nessuna emozione negativa.

Astregu

U camìn confluisce in questo sentiero lastricato, astregu, che è una via più maestra, più ampia, ma depositaria come la precedente delle stesse sensazioni.

Rumenta

Peccato che tanta poesia conduca a questa spianata di rumenta, esatto specchio dei tempi moderni.
L'autore delle foto le ha raccolte in un album intitolato "Le due civiltà" e questo distinguo va senz'altro appoggiato ed evidenziato, affinché si imprima nella mente umana l'importanza della differenza.
La domanda è: siamo ancora in tempo per salvare il salvabile?

Foto di Arturo Viale


4 commenti:

gturs ha detto...

Dubito che siamo ancora in tempo per salvare il salvabile. Quanta poesia e quanta storia in un semplice sentiero... dobbiamo però fare i conti con la dura realtà. La maleducazione è una bestia grama e mi accorgo giorno dopo giorno che è anche sempre più forte.
Ciao Pia, Roberta

garabondo ha detto...

il commento è per la grandezza e sensibilità del titolo, le due civiltà, che dice un vedere oltre lo scempio, disperante, proprio per la cultura di massa che lo crea.
ciao

Cinzia C. ha detto...

E dire che i nostri nonni i"camin"li percorrevano ma soprattutto li "accudivano "quotidianamente.Riposizionavano le ciappe ,tagliavano l'erba e potavano i rami che ostruivano il passaggio

gimmi ha detto...

Davvero tutta quella rumenta era alla fine del camìn e dell'astregu?
Di solito certa gente non è capace di percorrere a piedi più di 10 metri, arriva solo dove riesce l'automobile....