lunedì 9 maggio 2011

Genova, città che amo

Veduta del centro storico da Oregina

La poesia Genova di Giuseppe Conte descrive la città nel modo in cui la vivo realmente ogni volta che ci vado. E' una città verticale, in salita, difficile, stretta, faticosa. E' la sintesi della Liguria, il suo capoluogo, quella che amo più di ogni altra.

La Lanterna

Un tempo si andava raramente a Genova. Quando si partiva dal paese, coloro che sapevano della méta, dicevano: "Salùtame a Lanterna", perché da sempre ne è il suo simbolo, anche se adesso il Matitone e la centrale dell'Enel le hanno tolto un bel pò di poesia.

Centro storico e Porto antico

Al calar del sole, i caldi colori dell'arancione e del rosa ravvivano le fredde tonalità grigie e azzurre che abitualmente avvolgono Genova: diventa senz'altro più bella.

Castello D'Albertis e il Teatro Carlo Felice

Antico e moderno si fondono continuamente assieme, in spazi molto ristretti, quasi addossati, ma intanto l'occhio si abitua, accetta e la vita frenetica e compressa scorre ugualmente...

Il Porto

Genova è il mare, il Porto, la Lanterna. Un mondo. Un tempo era senz'altro molto più ricco di presenze umane che, oggigiorno, sono state sostituite dalle macchine. Anche il lavoro non ha più la portata di allora, ma a Genova il Porto è senza ombra di dubbio un'istituzione per la città.

La Stazione Marittima sul Porto
e una nave da crociera in attracco

Guardavo sempre dall'autobus la Stazione Marittima ogni volta che tornavo a Genova da casa per studiare. Fantasticavo sull'importanza che poteva aver avuto quando le comunicazioni di ogni tipo si svolgevano via mare. Col passare del tempo diventava sempre più un museo, ma la sua bellezza ed importanza rimanevano immutate: adesso quasi scompare alla presenza della "città galleggiante" della nave da crociera...

La Lanterna e il Matitone

Più sopra ho detto che antico e moderno si fondono continuamente assieme, ma devo anche ammettere che 'sto Matitone è un pò pesante da digerire... Fa quasi sparire la longeva ed elegante Lanterna, simbolo della città, e allora, ma se ghe pensu, dovrei dire che... propriu u nu me và!

L'inquinamento

Dalla splendida postazione da cui vedevo questo panorama esagerato, ovvero l'abitazione di una mia carissima amica, non mi sono potuta sottrarre alla vista delle nube di inquinamento che, mi spiegava lei, spesso si forma appena oltre il Porto, un vero e proprio visibile disastro creato dall'uomo e nel quale deve vivere. Come ben si sa, non è ovviamente l'unico, purtroppo.
Tuttavia Genova rimane sempre e comunque un luogo in cui vado volentieri, in cui mi so muovere e la cui storia e poesia mi sono umanamente presenti.


5 commenti:

Gian Paolo ha detto...

Genova per noi.

Andrea G. ha detto...

Che bell'articolo, veramente bello e sensibile. Grazie!

Sara ha detto...

Io ci sono andata tante volte, ma era una città che mi sfuggiva...poi ho iniziato a perdermi tra i vicoli e me ne sono innamorata.
Sara

cinema&libri ha detto...

Sì molto bella e famigliare, Genova.

novalis ha detto...

Scusa il commento OT, ma è solo per informarti che il tuo commento su: Massimo Bontempelli è stato eliminato per dei problemi della blogspot/google. Il post l'ho rimesso ma il tuo commento non si trova. Grazie comunque ☺