lunedì 23 febbraio 2009

Genova

Mia vita
sempre cruda e in salita
io ti assomiglio a Genova
città di fili a piombo
dove le case in bilico
crescono sulle case
e i muri sopra i muri
incastrandosi ciechi
tracciano come un carcere
da cui sai che non esci
se non voli nel cielo
o se non prendi il mare.
Che esistere è fatica
qui impari con più antica
sapienza. Che esistere è
restare in ginocchio
sopra grani di sale.
Salire amare scale.
O Genova
sempre per me straniera
sempre come stasera
che mi fingo protetto
nel tepore di un caffè
di piazza Corvetto.
O vita
sempre sin troppo amata
sempre a me sconosciuta.

Giuseppe Conte (Imperia 1945)

Oggi sono andata a Genova. Era splendida.
E' bello tornarvi ogni tanto, anche solo per un'assemblea regionale degli agricoltori.
Speriamo che ciò che è stato detto porti qualche frutto.
Come tutti, noi del primario vorremmo farcela e vorremmo anche che qualcun altro tornasse alla terra che rappresenta, secondo me, una fonte ancora capace di produrre ricchezza.
Ogni territorio ha il suo potenziale.

3 commenti:

Annarita ha detto...

Una lirica molto delicata, che si gusta lentamente.

Bella Genova. Ci sono stata un paio di volte alcuni anni fa.

Mi auguro anch'io che qualcuno torni alla terra, una fonte produttiva che è miope abbandonare.

salutoni
annarita

Riverinflood ha detto...

Non riesco a immaginarmela Genova: non ci somo mai stato tranne che per un paio di giorni, lontanissimi anni fa.

coscienza critica (italiani imbecilli) ha detto...

AUSPICIO PRE-PRIMAVERILE:
Ritorneremo in massa a impugnare la falce e allora scopriremo quello che abbiamo perso.