domenica 15 febbraio 2009

La propaganda

Su "tuttolibri" di ieri, il prezioso inserto del sabato pubblicato dal quotidiano "La Stampa", c'è un interessante articolo di Lelio Demichelis a pag. IX, che parla di Edward Bernays, nipote di Freud e padre della scienza delle pubbliche relazioni.
Tradotto per la prima volta, il suo libro intitolato Propaganda o "Della manipolazione dell'opinione pubblica in democrazia" afferma che, per dare senso alla società, per dare forma al caos, coloro che padroneggiano questo dispositivo sociale costituiscono il "potere invisibile" che dirige veramente un paese.
Noi crediamo (illusi!) di avere le nostre idee, in realtà accettiamo che una guida morale, un pastore, uno studioso o, semplicemente, un'opinione diffusa, ci prescrivano un codice di comportamento sociale standardizzato al quale ci conformiamo per la maggior parte del tempo, cosa tanto più necessaria in società complesse. Quindi la minoranza, ovvero il potere, ha scoperto di poter influenzare la maggioranza in funzione dei suoi interessi, plasmando l'opinione delle masse per convincerle ad orientare nella direzione voluta.
Dunque propaganda sulle emozioni e sui desideri sia in politica, che nello spettacolo e nel marketing, per produrre determinati comportamenti.
Per Bernays questa è l'unica democrazia possibile, e non è certo una bella democrazia, ma proprio il suo modello è quello che ha vinto.
Niente di nuovo, direte voi, ma quale miraggio diventa allora la libertà?




9 commenti:

coscienza critica (italiani imbecilli) ha detto...

Questa teoria è anche una pratica, certo. Ma la tua domanda finale merita una risposta molto complessa. Intanto bisognerebbe stabilire cosa sia la Libertà e se la si intende come 'personale' o 'collettiva'. Il miraggio -come tu dici- si è concretizzato poche volte nella Storia e per pochissimo tempo (nelle fasi di transizione di una società). Ciò dimostra che la Libertà esiste. Dobbiamo essere in grado di non farcela rubare. Forse questo è il vero miraggio. Alcuni lo chiamavano 'utopia'.
Ciao

filo ha detto...

Per secoli i nostri comportamenti individuali e sociali sono stati influenzati dalla pressione della chiesa cattolica, oggi i nuovi "persuasori occulti" avvalendosi delle tribune dei media, amplificano la portata dei messaggi trasmessi e riescono a raggiungere capillarmente ogni strato della popolazione. Non si salva più nessuno!Ed è faticosa la strada per chi sceglie di andare controcorrente.
Ciao Pia.

pia ha detto...

@coscienza critica
...più che altro ponevo la domanda per sapere se il nostro attuale pensiero corrente (mio, tuo e di tanti altri, non certo tutti) è anch'esso condizionato dalla propaganda, dal sistema, o riesce a mantenere una sua autonomia, una sua libertà... E' a questo che voglio credere!

XPX ha detto...

C'abbiamo il Popolo ... delle Libertà ...

skip ha detto...

Esperti della comunicazione sanno ben consigliare chi detiene le varie forme di potere su come incanalare le emozioni , le perplessità, i timori più diffusi
verso propagande che attecchiscono dove manca capacità critica e come sviare l'attenzione da temi più meritevoli di attenzione. L'autonomia di giudizio implica intelligenza, capacità di porsi domande per trovare risposte, di capire, decodificare, filtrare...e non sempre è una "dote naturale", ma si matura pian piano. E oggi se si osa parlare di intelligenza, si è tacciati di intellettualismo e presunzione ( altro effetto di propagande ad hoc).
Ciao, Pia :)

desaparecida ha detto...

io credo che qualsiasi cosa io possa dire in un senso o nell'altro sia fortemente condizionata!

Un abbraccio

la signora in rosso ha detto...

Siamo condizionati dal nostro livello culturale, dallo stato sociale, dal nostro vissuto. dalla religione ecc..
e forse su alcuni di questi condizionamenti trovano terreno fertile i pochi che dici tu.

La libertà secondo me è un'altra cosa...è uno stato mentale che va oltre ai condizionamenti, è un sentire che nessuno può imporre...

Alberto ha detto...

Difatti siamo in un regime, un regime mediatico che al posto di adoperare il manganello adopera i suoi mezzi di comunicazione per un continuo lavaggio delle menti. E la cosa più brutta è che queste menti lavate credono di essere libere.
La libertà? Forse dobbiamo amcora scoprire cosa sia nella sua pienezza.

novalis ha detto...

...e io credevo che, la libertà è partecipazione e non uno spazio libero... :-)