venerdì 10 luglio 2009

Pia, dove sei? FOTO

Con riferimento al post di ieri, ecco un pò di documentazione...

I tagli alle piante di pepe
Il glicine sfalciato contro rete

Opere da Professionisti

"Voi, rami al di qua della rete, dovete perire":
siamo a tolleranza zero anche verso le piante, ma NON con le piante o le sipei di tutti...

Il segnale era sempre visibile ed è l'unico che ha l'antiruggine al palo di sostegno: gliel'ha dato la sottoscritta

I germogli erano da me ricacciati sulla pergola proprio perchè non invadessero la strada: con lo sfalcio ne sono seccati più della metà.

Cosa devo fare: vado a denunciarli?

6 commenti:

Ino ha detto...

Cara Pia, penso che sia inutile anche prendersela, quelli che ti hanno ridotto le piante in quello
stato sicuramente non pensano, come
del resto ormai non usa più il cervello gran parte degli italiani.
Salù

la signora in rosso ha detto...

Ormai...forse se si fermavano prima! Certo che potevano valutare le cose prima di tagliare...o chiedere. Sono stati giardinieri del comune?

pia ha detto...

signora in rosso ...non del Comune, bensì della Provincia. Stasera ho notato in basso dei tagli ancora più atroci: se non seccherà del tutto ci mancherà poco. Ho anche pianto. E' inutile che vada a protestare e a chiedere un risarcimento, hanno sempre ragione loro. Aspetto solo di rivedere l'artefice, prima o poi lo becco e allora improvviserò sul momento...

gian paolo ha detto...

Al contrario di altri, penso che tu abbia il dovere di fare denuncia. Anche se apparentemente può sembrare inutile.
Proprio il 10 luglio appariva su Repubblica il seguente articolo che ritengo molto significativo e, con le dovute proporzioni, possa dare una spiegazione anche al perché occorra fare cose che al momento possono apparire poco significative.
«È inutile prendersela con Berlusconi che fa, per così dire, il proprio mestiere. È la maggioranza degli italiani che ha accettato il conflitto di interessi, che accetta le ronde, che accetta il lodo Alfano,e che ora avrebbe accettato abbastanza tranquillamente – se il presidente della Repubblica non avesse alzato un sopracciglio – la mordacchia messa (per ora sperimentalmente) alla stampa».
È quanto sostiene Umberto Eco nel primo piano che l’Espresso, in edicola oggi, dedica al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi “Nemico della stampa”.
«La stessa nazione – spiega Eco – accetterebbe senza esitazione, e anzi con una certa maliziosa complicità, che Berlusconi andasse a veline, se ora non intervenisse a turbare la pubblica coscienza una cauta censura della Chiesa – che sarà però ben presto superata perché è da quel dì che gli italiani, e i buoni cristiani in genere, vanno a mignotte anche se il parroco dice che non si dovrebbe». Allora, si chiede Eco, «perché dedicare a questi allarmi un numero de L’Espresso se sappiamo che esso arriverà a chi di questi rischi della democrazia è già convinto, ma non sarà letto da chi è disposto ad accettarli purché non gli manchi la sua quota di Grande Fratello e di vicende politico-sessuali sa pochissimo, perché una informazione in gran parte sotto controllo non gliene parla neppure? Il perché – risponde – è molto semplice. Nel 1931 il fascismo aveva imposto ai professori universitari, che erano allora 1.200, un giuramento di fedeltà al regime. Solo 12 (1%) rifiutarono e persero il posto. Quei 12 hanno salvato l’onore dell’Università e in definitiva l’onore del paese. Ecco perché – sottolinea Eco – bisogna dire di no anche se si sa che non servirà a niente. Che un giorno si possa dire che lo si è detto».

BELFAGOR ha detto...

...e tremendo vedere povere piante indifese soffrire cosi' ... daghe in po' de rondup e falla finita...

Maria Antonietta ha detto...

Pia è facile prendersela sempre con chi è fuori dal coro...sai com'è agli amici degli amici tutto è permesso....Non è che non sei amica di qualche d'uno??
un abbraccio!