lunedì 22 marzo 2010

Quando i bambini giocavano

Andrea Guglielmi (1960) nella bottega di falegnameria
del nonno Florindo nel 1965


Mi sono ricordata di questa significativa fotografia dopo aver ascoltato una relazione sull'installazione dei giochi per i bambini nei giardini pubblici di Vallebona.
Le "norme di sicurezza" non certo per la salute dei bambini, ma per evitare ogni sorta di responsabilità da parte delle autorità e delle ditte produttrici dei giochi, hanno costretto i volontari della Pro Loco che doneranno gli impianti a rinunciare all'installazione dell'altalena, uno dei passatempi per l'infanzia più belli, più poetici e più antichi.
Eh sì, ci sono i tubolari che sono pericolosi, la vicinanza dei fusti degli alberi che sono pericolosi, le recinzioni in prossimità che sono pericolose.
Era molto meno pericoloso, un tempo, lasciare sul banco di falegnameria un bambino appollaiato a scolpire un piccolo ceppo di legno con martello e scalpello, magari anche ben affilato, perchè se si faceva male (e non se ne faceva) la colpa era del nonno Florindo o dello zio Renzo...
Libertà vigilata anche sull'infanzia, per la sicurezza, si dice, ma in sostanza per lo scarica-barile di qualcuno: in realtà, poi, si muore anche sui giochi gonfiabili, quelli che sembrano un enorme materasso su cui ballonzolare.
Gli incidenti possono capitare, così è sempre stato, ma se penso all'infanzia libera e incontrollata che abbiamo vissuto nei paesi, ai muri altissimi di argine alle piazze, alle scorribande per sentieri, fasce e carugi e non è mai successo niente, salvo qualche sbucciatura di ginocchia, allora mi pare doveroso concludere che tutta questa "sicurezza" contribuirà a far crescere delle persone sempre meno in grado di affrontare le difficoltà e gli imprevisti che la vita riserva.
O no?

7 commenti:

logos nella nebbia ha detto...

Concordo, anche perchè mi chiedo come mai non c'è tutta questa attenzione per i videogiochi violenti o anche solo " rimbambenti".

Daniela ha detto...

Sono d'accordo anch'io...
lo vedo tutti i giorni andando a scuola e stando, perciò, sempre a contatto con i bambini.
Aggiungo anche che noi giocavamo da soli, come hai scritto anche tu e, quando succedeva qualcosa e bisticciavamo, la "soluzione al problema" la cercavamo tra di noi senza chiedere l'intervento dei genitori!

pia ha detto...

@Daniela:...e quindi "senza sanzioni disciplinari!"

Fausto ha detto...

Non solo si risolvevano i problemi senza l'intervento dei genitori ma se ci facevamo male (a meno che non ci rompessimo un braccio o simile) cercavamo di non farcene accorgere altrimenti le prendevamo anche dai genitori (per essere stati stupidi o imprudenti da farci male!). Anche a scuola se si veniva rimproverati o si prendevano brutti voti i genitori non se la prendevano con gli insegnanti ma con noi e "giù botte" per non esserci comportati bene, anche per strada se uno mancava di rispetto a una persona (specialmente se anziana) o faceva qualcosa di male rischiava di prendersi qualche scapaccione dal primo che passava (anche se non era neanche parente) e stava ben zitto perché se i genitori lo venivano a sapere ne prendeva altri anche da loro (giusto per imparare l'educazione).

andrea guglielmi ha detto...

E quando risalivamo il torrente fino alla sua nascita sotto il monte Caggio? E molte volte all'insaputa dei genitori... Sono stati creati dei bambini incapaci di prendere decisioni da soli e senza l'aiuto di un mouse o di un telecomando si sentono persi... Grazie di cuore per aver pubblicato una delle foto più care che ho...Un abbraccio a te e ai bambini valebunenchi (ma senza stringere troppo, eh?)!

la signora in rosso ha detto...

Si giocava e si imparava dai più grandi...ora i bimbi sono sempre più soli....

Alberto ha detto...

Era un senso di libertà che avevamo, che derivava anche dall'assenza di ansia delle nostre madri che ci lasciavano fare. Un po' di giorni fa ho incontrato due ragazzini al paesello, seduti su un gradino, con l'aria annoiata. Ecco noi non sapevamo cos'era la noia.