giovedì 25 marzo 2010

Una volta nella vita

Manifesto dell'opera Tannhauser di Richard Wagner

Alla Scala non c'ero mai stata: ieri è stata la la prima volta e forse sarà anche l'unica.
C'era il Tannhauser, di Richard Wagner, un'opera che amo particolarmente e non mi sono lasciata sfuggire l'occasione.

Prenotazioni via internet, posti assegnati nei palchi e una grande speranza di potersi godere la rappresentazione come Dio comanda, ma ahimè, non è andata esattamente così.

Tutto bello, ma da quel palco non si vedeva granchè: 4 posti, però a noi sono toccati quelli posteriori e i nostri coinquilini non si sono affatto adoperati per agevolarci: "buonasera" al loro arrivo e "buonasera" alla fine dello spettacolo, dopo 4 ore e mezza...

L'Orchestra nella "buca" si sta preparando

Il Tannhauser è un'opera meravigliosa: mi piacciono le musiche, mi piace il contenuto e le emozioni si sono fatte sentire. Per ovviare la difficoltà visiva sul palcoscenico, ho ripiegato sulla lettura del testo in italiano utilizzando la piccola luce del telefonino: nel semibuio, ho assaporato la musica dell'orchestra diretta da Zubin Mehta e l'ottima interpretazione degli attori.

Zubin Mehta con Elisabeth e Venere

L'ambiente era quello tipico di queste occasioni, non mi si confaceva più di tanto, ma ad ognuno la sua parte: la causa sta al di sopra di tutto il resto, l'importante era vivere quell'esperienza.

Il Tannhauser è l'opera che rappresenta il conflitto tra l'amore carnale e l'amore spirituale, ma il suo contenuto va assai al di là di quello che la semplice sintesi tende ad esprimere.
La musica di Wagner è ricca, avvolgente e penetrante.
Tritato dalla strumentalizzazione che ne ha fatto il nazismo, Wagner era un rivoluzionario, un rifugiato politico che sognava una società in cui l'uomo, libero dai vincoli della produzione, della morale borghese e del cristianesimo, potesse vivere nella gioia, riconciliato con se stesso, con la natura e con il destino. Vedeva nel comunismo l'esatto opposto di egoismo.
L'opera d'arte dell'avvenire è uno dei testi fondamentali in cui è espresso il suo pensiero.

3 commenti:

la signora in rosso ha detto...

Peccato per i posti.... anche se l'opera te la sei goduta lo stesso. da quanto capisco..
perchè l'ultima? Se ami questi spettacoli, non te ne privare...

gturs ha detto...

Come forse sai, mio fratello è stato un violinista in questo teatro per moltissimi anni. Questo mi ha permesso di assistere a molti spettacoli, balletti e opere durante "la prova generale". L'emozione era unica anche se in platea vi erano persone che erano amici e parenti degli orchestrali e cantanti.
Ciao Pia, Roberta.

pia ha detto...

@gturs Sì, lo sapevo e Vanni me ne ha parlato mentre aspettavamo l'inizio, indicandomi anche il posto che solitamente occupava nell'orchestra...