venerdì 22 maggio 2009

La causa

L'altra sera ho partecipato ad una cena durante la quale si è discusso sulla "causa", o meglio quando la causa va oltre l'individuo. La maggior parte, tra cui anch'io, sosteneva che è meritevole sacrificarsi per la causa, mentre uno di noi sosteneva che quando la causa va oltre l'individuo ne consegue la tragedia in senso assoluto.
Forse se non avesse voluto sostenere questa tesi in senso assoluto si poteva anche convenire che spesso è così (es: un kamikaze), ma ci sono esempi, come Madre Teresa, che la smentiscono.
Ho pensato di porre il quesito anche a voi, perchè io penso che è vero che per la causa un individuo va senz'altro incontro ad un sacrificio, ma è anche vero il contrario: il nostro premier ne è un evidente esempio, nel senso che la sua persona è di gran lunga più importante della causa!
Anzi, forse stiamo vivendo una fase in cui c'è troppo poco senso della causa...


8 commenti:

Alberto ha detto...

Qui bisogna capirsi sui termini. Se per causa si intende ideale, per cui si vive e si può anche, in certe situazioni storiche, morire essa va sempre oltre l'individuo. Purtroppo questi tempi che ci tocca vivere hanno spazzato dai loro orizzonti ogni ideale e quindi c'è solo l'individuo senza nessuna causa.

skip ha detto...

nel caso da te citato, ho l'impressione che causa e persona si identifichino :(

cinema&libri ha detto...

Troppo spesso e forse da sempre 'causa' e 'individuo' coincidono ( a parte gli eroi e i tempi eccezionali ). Per questo è indispensabile la separazione dei poteri. E poi, solo che la cultura della 'finitudine dell'essere umano' si diffondesse .... e la vita sarebbe per tutti più bella. Altro che invidia per l'omino più ricco !! Va be', discorso lungo ..

la signora in rosso ha detto...

mentre uno di noi sosteneva che quando la causa va oltre l'individuo ne consegue la tragedia in senso assoluto. Non sono così, lontana da questa ipotesi..perchè in tutte le cause c'è un limite che non deve essere oltrepassato ed è il rispetto delle vite degli altri.. altrimenti anche le guerre sono accettate come giusta causa..

loris ha detto...

ho riflettuto assai sul quesito, e penso, che il soggetto di cui parlare non è la causa ma i Valori e l'etica in quanto insieme di valori e regole condivise.

Riverinflood ha detto...

Gentile Pia, ho vissuto in prima persona un "gesto che poteva andare oltre la causa", visto che si trattava di sposare la causa di un padre di famiglia, minacciato e denunciato, per aver denunciato lui una situazione di lavoro nero e sfruttamento, costretto a ricorrere allo sciopero della fame (nell'estate del 2000 a Termini Imerese) per far valere le sue ragioni, ragioni che erano state disattese da tutti, compagni di lavoro, sindacati, istituzioni. Io, avrei potuto benissimo entrare in ferie, il primo giorno di agosto, ma sono entrato in causa con lui, che non conoscevo, ma mi aveva colpito così profondamente quella sua estrema forma di lotta, che non ho potuto non condividerla, pensando: in due è meglio. In effetti è stato vincente ma è durato tanto ed è stato terribile stabilire fino a che punto la causa maggiore facesse da rafforzamento allo spirito fatto di carne e di fame. Nella battaglie per la causa, intervengono spesso molteplici fattori esterni, alcuni sono di una violenza inaudita contraria alla causa, altre di acquiescenza, di indifferenza, di silenzio. Nella causa si stabilisce una dimensione di solitudine. ED questa dimensione che ti fa ragionare, tra i morsi della fame e i morsi della ingiustizia subita, se devi andare avanti fino all'estremo sacrificio. A distanza di tempo, devo confessare a me stesso, ho rischiato veramente insieme a quel mio compagno, di finir la mia vita per una gratuita ingiustizia. Ciao.

pia ha detto...

@tuttiGrazie per esservi espressi.
Tirando le somme dirò che è condizione necessaria avere una causa da portare avanti e questa può benissimo oltrepassare l'individuo, ma sicuramente entro un certo limite.
Mi spaventa, come dice Alberto, il fatto che in questi tempi sia rimasto solo l'individuo e gli ideali siano stati spazzati via, tanto che chi li vuole ancora coltivare si sente spesso fuori posto...

francesco pier giuseppe lo piccolo ha detto...

premesso che non tutte le cause sono buone e che ci sono libertà positive e libertà negative, penso che il sacrificio per una causa comporti una deroga troppo grande al principio mai fare del male a nessuno . …tuttavia, l’eccezione non fa la regola, e dunque la deroga ci può anche stare. Rimane la domanda: chi decide? E qui mi fermo assieme a tutti i miei tanti dubbi.