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giovedì 8 gennaio 2009

La filodiffusione

Ve la ricordate?
Ha sempre avuto, per me, qualcosa di misterioso. Le poche volte che sono stata in albergo negli anni in cui era in auge mi sembrava una "voce" surreale, qualcosa che non proveniva dall'uomo, ma da qualche entità diversa.
Invece era un sistema di trasmissione radio via cavo, nato nel 1931 in Svizzera per ovviare le difficoltà create dalla morfologia del territorio a trasmettere via etere.
In Italia si iniziò ad usarla nel 1958 perchè garantiva un suono limpido e una diffusione su tutto il territorio nazionale.
Dopo l'introduzione della modulazione di frequenza (FM) e con l'avvento delle radio private la filodiffusione fu relegata sempre di più nella nicchia degli appassionati di musica classica.
La filodiffusione RAI include oggi sei canali, dei quali i primi tre irradiano le reti radiofoniche nazionali (Radio Uno, Radio Due, Radio Tre), il IV canale "Filomusic" che trasmette 24 ore al giorno musica leggera senza interruzioni pubblicitarie e i canali V-VI "Auditorium" che trasmettono musica classica in stereofonia.
La tecnica utilizzata dalla filodiffusione sfrutta un principio analogo a quello dell'ADSL: ecco, forse inconsciamente, ho ripensao alla filodiffusione perchè oggi c'è l'ADSL che ci porta le voci del mondo attraverso lo stesso sistema!