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venerdì 20 aprile 2012

Sugli attori della storia

Seminare

"La storia dell'umanità, in una certa misura, è la storia dei pensieri umani. Gli avvenimenti storici, le guerre, i progressi, le tragedie raccontano pensieri negativi e positivi degli uomini. Tutti i grandi personaggi, i liberatori, i grandi pensatori, insomma gli uomini insigni del passato, sono il prodotto di un pensiero positivo, mentre le tragedie, le tirannidi e le guerre spaventose sono sopravvenute per effetto di pensieri negativi.
Per un essere umano la sola cosa che valga la pena di essere è, di conseguenza, cercare di sviluppare pensieri positivi, aumentarne il potere e la forza, e quindi ridurre le manifestazioni del pensiero negativo. Se lasciate il campo libero alla collera, all'odio siete perduti. Nessun essere umano di buon senso vuole perdersi."

Dalai Lama, Samsara, Oscar Mondadori su licenza de Les éditions du Pré aux Clercs, Milano 1997, pag. 53


mercoledì 22 febbraio 2012

Le tre pipe

Le tre pipe - Roberto Cottone
dipinti a olio

Un vecchio saggio indiano dava questo consiglio agli irruenti giovani della sua tribù: "Quando sei veramente adirato con qualcuno che ti ha mortalmente offeso e decidi di ucciderlo per lavare l'onta, prima di partire siediti, carica ben bene di tabacco una pipa e fumala.

Finita la prima pipa, ti accorgerai che la morte, tutto sommato, è una punizione troppo grave per la colpa commessa. Ti verrà in mente, allora, di andare a infliggergli una solenne bastonatura.
Prima di impugnare un grosso randello, siediti, carica una seconda pipa e fumala fino in fondo. Alla fine penserai che degli insulti forti e coloriti potrebbero benissimo sostituire le bastonate.
Bene! Quando stai per andare a insultare chi ti ha offeso, siediti, carica la terza pipa, fumala, e quando avrai finito, avrai solo voglia di riconciliarti con quella persona". 

I monaci di un convento trovavano molta difficoltà ad andare d'accordo.
Spesso scoppiavano dispute, anche per motivi futili. Invitarono allora un maestro di spirito che affermava di conoscere una tecnica garantita per portare l'armonia e l'amore in ogni gruppo. A loro il maestro rivelò il suo segreto: "Ogni volta che sei con qualcuno o ce l'hai con qualcuno, devi dire a te stesso: io sto morendo e anche questa persona sta morendo.
Se pensi veramente a queste parole, ogni amarezza scomparirà".


Bruno Ferrero, Il canto del grillo, Elledici 1990

Memento, homo, quia pulvis est et in pulveris revertis


sabato 4 giugno 2011

La Ruota della Vita

La Ruota della Vita secondo il Buddismo

Tra gli svariati simboli del Buddismo merita un accenno la Ruota della Vita.
E' composta da 4 cerchi concentrici, di cui il primo raffigura i tre veleni della mente, rappresentati dal maiale (ignoranza), il gallo (desiderio-attaccamento) ed il serpente (collera, avversione).
Tra il termine di una esistenza e l'inizio di quella successiva vi è lo stato intermedio (tib. bardo), raffigurato nella Ruota della Vita nel secondo cerchio metà nero e metà bianco (azzurro in questa foto) posto tra il mozzo dei tre difetti mentali e le varie sezioni che raffigurano i sei reami dell'esistenza condizionata.
Il terzo è composto di 6 settori che rappresentano i sei mondi dell'esistenza: gli inferi, gli avidi o spiriti famelici, gli animali, gli esseri umani, i semidei o esseri gelosi e gli dei.
Questi sei reami si possono anche interpretare come particolari stati di coscienza, esperibili proprio in questo momento nella condizione di esseri umani, ad esempio quando ci si imbatte negli estremi del piacere o del dolore mentale o fisico.
Il particolare
processo mediante il quale gli esseri vengono spinti dalla loro ignoranza a passare da un reame superiore a uno inferiore viene raffigurato nel bordo esterno della Ruota della Vita.
Il bordo è diviso in dodici segmenti, ognuno dei quali corrisponde a un 'anello' della catena dell'origine dipendente.
La Ruota della Vita , che illustra i vari reami dell'esistenza ciclica e gli esseri che li abitano, è principalmente un supporto visivo che permette di ottenere una chiara comprensione di come opera la mente. Contemplandola bene e studiando gli insegnamenti che essa illustra, si può riconoscere che la causa di tutta la nostra indesiderata sofferenza è radicata nei difetti mentali e nelle illusioni che oscurano la natura essenzialmente pura della mente.
Sino a quando noi e gli altri esseri imprigionati nel Samsara non avremo eliminato l'ignoranza sviluppando la penetrante saggezza, condanneremo noi stessi a migrare incessantemente da un insoddisfacente reame dell'esistenza all'altro. Tuttavia, anche se questo ricorrente ciclo di morte, rinascita e perpetua insoddisfazione è stato definito Ruota della Vita, abbiamo la possibilità di vivere un altro tipo di esistenza, che si trova al di fuori di questo circolo vizioso.
Essa è rappresentata negli angoli superiori del dipinto (mancante in questa foto) dalla figura di un Buddha un essere che si è pienamente risvegliato dall'incubo dell'ignoranza che in piedi indica la luna simbolo del conseguimento del Nirvana, la totale eliminazione di ogni illusione e sofferenza.

Questa è una sintesi estrema. Chi volesse approfondire può farlo qui.
Tuttavia va detto che è davvero affascinante.


domenica 29 novembre 2009

Cucinare

Verdure - Foto presa dal web

"Quando preparate il cibo, non considerate mai gli ingredienti da una certa prospettiva ordinaria, e non pensate nemmeno a essi solo con le vostre emozioni. Mantenete un atteggiamento che cerca di costruire grandi templi con verdure ordinarie, che espone la Verità del Buddha con l'attività più insignificante. Quando fate una minestra con umili verdure di tutti i giorni, non lasciatevi trasportare da sentimenti di avversione e non stimatele di poco conto; né saltate dalla gioia soltanto perché vi hanno dato ingredienti di gran qualità per fare un piatto speciale. Coltivate piuttosto una disposizione d'animo che li vede e li rispetta pienamente per quello che sono. Non siate negligenti o trascurati solo perché le materie prime sono semplici, e non gettatevi a lavorare con più alacrità e diligenza solo perché sono di qualità superiore. Una pietanza non è necessariamente superiore perché l'avete preparata con ingredienti rari, né una minestra è inferiore perché l'avete fatta con verdure semplici. Impegnate la vostra mente e dedicatevi a superare la perfezione degli antichi patriarchi, per adempiere la vostra funzione per la Via, perché toccare e scegliere una semplice verdura con serena concentrazione può divenire una pratica di illuminazione. Se i grandi maestri del passato erano capaci di fare una minestra semplice con una quantità esigua di verdure, noi dobbiamo cercare di fare una buona minestra con la stessa quantità. E' difficile. Perché la nostra mente corre qua e là come i cavalli selvaggi nei campi, e le emozioni rimangono incontrollate, come le scimmie che si dondolano tra gli alberi. Se solo ci fermassimo a riflettere sul cavallo e la scimmia, la nostra vita diverrebbe con naturalezza una cosa sola con il nostro lavoro. Cucinare è un mezzo con cui trasformiamo le cose, mentre, allo stesso tempo, ne siamo trasformati. E' essenziale purificare la nostra mente attraverso i gesti del lavoro quotidiano, essere consapevoli dell'assoluto e del relativo. Maneggiate quindi anche una singola foglia di verdura in modo tale che manifesti il corpo del Buddha. Ciò a sua volta permette al Buddha di manifestarsi in voi attraverso la foglia."

Dal Tenzo kyokun , "Istruzioni a un cuoco zen".