sabato 13 marzo 2010

Affinità... morfologiche

Vigna... siciliana!

Il mio amico Marlor58 mi ha mandato questa fotografia e ho pensato: "Siamo in Bramosa, a Soldano, nella vigna di Danila e Tino..." E invece no, siamo in Sicilia. Ammetto di non essere mai stata in quella regione, ma mai più mi sarei immaginata un paesaggio così uguale a quello ligure.
E' davvero sorprendente. Il vigneto e a fianco l'uliveto, tenuti esattamente come dalle nostre parti, con le fasce (terrazze) con muri a secco e scalette degne della nostra tradizione.
Sapevo che i Liguri e i Siculi discendono dallo stesso ceppo come popoli: forse è per questo che si possono riscontrare queste affinità morfologiche... Forse anche in altre regioni ci sono paesaggi simili, viste le simili caratteristiche dei territori, ma non mi era mai capitato di verificare una somiglianza così forte.
Ciò significa che anche i Siciliani sanno che cos'è la fatica, come noi.

giovedì 11 marzo 2010

Bieléti

I bieléti

La giornata è stata piena di lavoro, come sempre in questo periodo.
Alle 7.00 p.m. sono in magazzino, c'è ancora lavoro per un paio d'ore, suona il telefonino: è Aldo, mio compagno di infanzia e amico da sempre che mi chiama dal bar tarttoria "Al I° binario" a Bordighera da lui gestito e mi dice: "Pì, stasera ci sono i bieléti..."
"Vengo, cerco di sbrigarmi e arrivo". Ho chiamato Germana, nostra comune amica e con una velocità supersonica sono riuscita a portare a termine l'operato entro le 8.30. Poi sono saltata in macchina e via verso Bordighera!

Un appuntamento immancabile, dato che erano tantissimi anni che non li mangiavo... e poi così, all'improvviso, last minute, Germana, Aldo ed io e la tavolata dei tassisti di Bordighera.
Per chi non li conosce, i bieléti sono le budella dello stoccafisso, cucinate a stufato con patate, aglio e prezzemolo, vino bianco e pomodorini, più una punta di peperoncino. Un gusto pieno, perchè no: contadino, che mi ha riportato alla condivisione che certe pietanze riservavano a mio padre e me.
Gaby, la cuoca, ha superato se stessa: erano perfetti; pur essendo tedesca, riesce a centrare l'italianità di certi piatti in maniera esemplare.
Il bello è che Aldo, quando ha chiesto ad alcune rinomate cuoche di Vallebona in che modo cucinano i bieléti, si è sentito rispondere che... non li avevano mai fatti! Avevano beneficiato delle arti culinarie dei genitori, dei suoceri, ma a loro non era mai capitato di prepararli.
E questo la dice lunga sull'impeto che mi è preso di andarli a degustare!

mercoledì 10 marzo 2010

Contadini

Coppia di contadini liguri (1920)
fotoarchivio di Achille Pennellatore

Ogni volta che guardo questa foto non posso fare a meno di stupirmi: risale a soli 90 anni fa e sembrano impossibili tutti i cambiamenti che da quel momento sono avvenuti.
Lei col cagnetto in braccio, lui con la vanga in spalla: vecchi contadini nel vero senso della parola, non imprenditori agricoli come oggigiorno, che fino a quando la salute glielo permetteva provvedevano a coltivarsi un pò di verdura per il fabbisogno, per l'autoconsumo.
Pantaloni unti e rattoppati più volte, altri indumenti laceri dagli anni e dall'uso, la pulizia quasi un optional, le loro ombre proiettate sulla strada di terra battuta in mezzo al paesaggio ligure.
Alle loro spalle Bussana vecchia, ovvero i resti di un paese che dopo il terremoto del 1887 fu completamente abbandonato e la ricostruzione si spostò più a valle rispetto a prima.
Mi fanno una tenerezza enorme...

martedì 9 marzo 2010

Piccolo è bello

Perinaldo, fiore sul selciato
(foto presa da facebook)


Dopo tanta agitazione lavorativa, politica e sociale, cerco di riprendere il passo disintossicandomi dal tutto e cercando nelle piccole cose quel senso di grazia e di semplicità che fa tanto bene all'anima.
A volte è necessario scaricarsi di dosso la complessità dei fenomeni e riappropriarsi di un briciolo di bellezza, di cui la vita è prodiga, basta saperla e volerla cogliere.

domenica 7 marzo 2010

Con queste mani

L'8 marzo, quasi dappertutto in Italia, sarà distribuita la mimosa alle donne, simbolo della Giornata della donna, a ricordo di un massacro compiuto sulle stesse nel lontano 1908, negli USA.
Proviene quasi tutta dal Mercato dei fiori di Sanremo e mi sembrava un atto dovuto mostrarvi le mani di alcuni produttori.
In particolare quelle di:

Bernardo

Anna

Giò u frachetu

Mariella

Iole

Rosalba

Omar

Lorella

Flavio R.

Elisa

Silvio

Migliaia di mani hanno raccolto e confezionato la mimosa affinchè ogni donna ne riceva un ramoscello. Spesso è sorta la polemica della speculazione: per noi produttori è fatica e pane; ci regala quell'attimo che un pò ci commuove quando la vediamo in tivù tra i capelli o tra le mani delle donne italiane.
Appassionati o meno a questo fiore, la frase conclusiva che ognuno esprime alla fine dei raccolti è: A t'amassa ( ti ammazza, cioè ti distrugge dalla fatica).

Non l'ho mai considerata la "festa", ma giustamente la "Giornata della donna" in cui ricordare il lungo percorso compiuto per la conquista dei diritti.
La mimosa ne è il suo simbolo da oltre sessant'anni, non certo la gardenia; non mi interessano i modi in cui molte donne la celebrano, ovvero se ne approfittano per uscire o per vedere lo spogliarello: coltivo il suo vero significato e coltivo pure la mimosa e se su quest'ultima ci speculano altri, è ben certo che non ci speculiamo noi produttori.
In tutte le cose c'è modo e modo di vederle, viverle e interpretarle: c'è chi va allo stadio per vedere la partita, c'è chi va per sfogare la propria violenza.
Ogni cosa dipende dall'intenzione con cui decidiamo di viverla.

Buona Giornata della Donna

giovedì 4 marzo 2010

Giuseppe Conte apre TeramoPoesia 2010

Giuseppe Conte

La poesia torna alla tradizione “orale” e ritrova la sua funzione sociale e rituale: trasformare il vissuto emotivo, l’amore, la gioia e anche l’infelicità, i lutti o la perdita in canto.

TeramoPoesia 2010, per la sua quarta edizione presenta nuove letture e interpretazioni poetiche affidate alla voce di poeti e attori.

I primi appuntamenti sono con tre fra i più conosciuti e apprezzati poeti contemporanei: Giuseppe Conte, Jolanda Insana e Patrizia Cavalli e si terranno nella Sala Consiliare della Banca Tercas. Seguiranno tre “mises en espace” sulla poesia con Elisabetta Pozzi e Giacinto Palmarini (Pozzi nel ruolo di Silvia Plath, Palmarini in quella del marito-poeta Ted Hughes, opera scritta da Daniela Attanasio, in prima nazionale), Licia Maglietta (in una sua nuova pièce, Ballata, interpreterà poesie di Wislawa Szymborska in prima nazionale) e Paolo Poli (nel suo spettacolo – lettura Ricordo di Sandro Penna).

Gli appuntamenti del 2010 si propongono di ampliare queste possibilità interpretative e di relazione invitando non soltanto i poeti a dare voce ai loro versi, ma anche gli attori a portare sulla scena la poesia di autori ai quali si sentono ispirati per “affinità elettive”. La manifestazione promossa e sostenuta dalla Fondazione Tercas di Teramo è a cura di Silvio Araclio e Daniela Attanasio e si svolgerà dal 4 marzo al 22 aprile 2010.


Per la stima che nutro per Giuseppe Conte, è con piacere che ho colto la notizia che sarà proprio lui ad aprire la rassegna TeramoPoesia 2010.


mercoledì 3 marzo 2010

La febbre gialla

Tipico mazzetto di mimosa

Eh sì, quel mazzetto tanto gradito ed apprezzato l'8 marzo da milioni di donne merita un post per svelare quale iter occorre affinché giunga a destinazione.

L'arrivo dalla raccolta

E' la settimana "caliente": nell'arco di pochi giorni e forzando la maturazione a causa del freddo che l'ha ritardata, noi floricoltori siamo in grande affanno per produrre la mimosa destinata alla Giornata della Donna.

Eleonora, la cubana, trasferisce il raccolto in magazzino

Alcune immagini le ho scattate qua e là, tanto tutto il paese (e non solo) è dedito a questa "stressante" produzione: solitamente il lavoro si svolge nell'arco di un mese, quest'anno in soli dieci giorni.

Nel magazzino 

Alé, tutti all'opera: chi sfoglia e prepara i rami di misura, chi confeziona i mazzi da 500 grammi, compito cui è dedita, nella mia famiglia, solitamente mia sorella.

Vecchi instancabili

La lavorazione della mimosa è abbastanza semplice e coinvolge proprio tutti: vecchi, giovani, lavoranti nel pieno delle forze e bambini, che solitamente fanno il "passamano" dei mazzi confezionati per imballarli negli appositi cartoni.
Nicolò osserva quella strana pallina gialla...

Anche Niki partecipa al passamano e, nella pausa, scruta quel soffice fiorellino peloso: "...ma cosa sarà mai questa robina qua..."

Lavorazione a mazzetti da 25 grammi

L'unico ruolo che assolvo è quello del confezionamento dei mazzetti: la mimosa è bella, ma io sono appassionata alla ginestra e, se posso, evito la "febbre gialla", perchè è stressante, massacrante e mi rende nervosa.
Consegna di mimosa a mazzi non incartonata

In effetti lo spettacolo legato a questo periodo è affascinante: riesce a stupire e a colpire anche noi che lo viviamo ogni anno e che, come ho già detto, ci stanca oltre misura.

Consegna nei cartoni da 3 kg

La cooperativa di cui sono socia, ovvero la Nuova Floricoltura, è il polo che commercializza più mimosa del Mercato dei fiori di Sanremo: alcune decine di migliaia di questi cartoni trovano stivaggio in ampi frgoriferi che permettono una perfetta conservazione del prodotto, mantenendo la temperatura tra lo zero e i due gradi.

Elyas e Nicolò in attesa del proprio turno di consegna

Per i bambini tutto è interessante: salire e scendere dall'ape, osservare l'afflusso dei vari soci che conferiscono il loro prodotto, aspettare di porgere i cartoni ai magazzinieri...

Il controllo di qualità: Dario, siamo nelle tue mani!

Di ogni partita conferita, un cartone a caso viene aperto e sottoposto al controllo di qualità: in base al prodotto in esso contenuto si avrà l'attribuzione della qualifica, che ovviamente si risolve in una differenza di prezzo. Quest'anno siamo nell'eccellenza.


A voi...