sabato 3 aprile 2010

Uova... profumate

Uova di Pasqua pensate e realizzate da Goran Guglielmi

Solitamente il produttore ha l'attitudine a relazionarsi col proprio prodotto senza andare tanto per il sottile: la quantità di merce da maneggiare è tanta e spesso non è facile pensare come venga utilizzata o destinata ai consumatori.
Si sa che la ginestra accompagna fiori a stelo nudo, tipo il tulipano o il ranuncolo, o è presente nelle varie tipologie di bouquet creati con la fantasia dei fioristi.

Ginestra in colorazione azzurra

Ma Goran, giovane produttore e grande appassionato di questo fiore, ha sperimentato questo utilizzo: ha preso delle uova sode, della termocolla ed ha rivestito le uova di fiorellini di ginestra nelle varie colorazioni.

Ginestra in colorazione arancione

Il risultato è bello: i colori sono allegri e le uova... profumate, ma più che altro è originale la creazione, che nessuno fino ad ora aveva mai pensato di realizzare.

Ginestra bianca, suo colore naturale

Mentre si lavora càpita spesso di scervellarsi per trovare delle idee che possano far veicolare questo articolo con maggiore interesse. In realtà, viste le ingenti quantità prodotte nel distretto di Sanremo, la ginestra si presume sia abbastanza conosciuta, o per lo meno copra una sostanziale fetta di mercato.
Il Paese in cui è meno nota, tuttavia, è l'Italia, mentre nel centro e nord Europa è da più di mezzo secolo un articolo di largo consumo ed interesse.

Ginestra in colorazione rossa

Pensando all'andamento negativo di questa stagione, sono arrivata alla conclusione che le cause possano essere sostanzialmente due: la crisi economica che investe tutti i paesi sviluppati e il fatto che il mercato di questo fiore sia quasi totalmente in mano agli Olandesi, i quali si possono permettere di fare il bello e il cattivo tempo sulla nostra pelle, visto che a loro interessa soltanto massimizzare i profitti.

Ginestra in colorazione verde

Comunque Goran ha avuto una bella idea ed avendola pubblicata su facebook mi auguro che la rete di fioristi e fiorai con cui è collegato possano adottarla...

Ginestra in colorazione gialla

Infine, Buona Pasqua a tutti voi con le uova... profumate!

mercoledì 31 marzo 2010

Il mio demone è un senza tetto

Il mio demone è un senza tetto
senza paura della tempesta
uno che abita la battigia
uno che abita la frontiera
uno che sulla sabbia nera
corre e fa capriole
aspettando che torni il sole.

Onde e vento lo prendono
schiume, salino, nuvole
e lui continua a correre
tra nebbie che disorientano
e fulmini che scardinano.

Se io con lui mi lamento
che sono un bronco gettato
sulla riva dalla marea
orme di cani e gabbiani
un groppo di nudi rami,
ride, mia vita, e dice:
"Tu sei quello che ami."


Giuseppe Conte (Imperia, 1945)

domenica 28 marzo 2010

Verso la fine

Ginestra in colorazione lilla

Siamo giunti alla volata finale: la stagione della ginestra sta per concludersi e il bilancio dell'annata è negativo. Solitamente il freddo è proprizio per la vendita dei fiori, ma quest'inverno abbiamo assistito a dei fenomeni commerciali assai anomali: il prodotto era poco e i prezzi contenuti, cosa che non si era mai verificata e che pone seri interrogativi.

Molto probabilmente la crisi economica che investe un pò tutti i paesi è la causa di questi andamenti e continuare ad operare in questa incertezza è assai gravoso: si investe denaro e tempo e si rischia di lavorare per 4-5 mesi senza un equilibrato ritorno, considerando che parte del raccolto deriva da produzioni biennali e non annue.
Non è la solita solfa del contadino insoddisfatto, ma una problematica reale che demoralizza anche psicologicamente, sottraendo energie e fiducia nella propria attività, visti anche la notevole fatica e lo stress.
Anche noi, come molte altre categorie, siamo nelle curve.

giovedì 25 marzo 2010

Una volta nella vita

Manifesto dell'opera Tannhauser di Richard Wagner

Alla Scala non c'ero mai stata: ieri è stata la la prima volta e forse sarà anche l'unica.
C'era il Tannhauser, di Richard Wagner, un'opera che amo particolarmente e non mi sono lasciata sfuggire l'occasione.

Prenotazioni via internet, posti assegnati nei palchi e una grande speranza di potersi godere la rappresentazione come Dio comanda, ma ahimè, non è andata esattamente così.

Tutto bello, ma da quel palco non si vedeva granchè: 4 posti, però a noi sono toccati quelli posteriori e i nostri coinquilini non si sono affatto adoperati per agevolarci: "buonasera" al loro arrivo e "buonasera" alla fine dello spettacolo, dopo 4 ore e mezza...

L'Orchestra nella "buca" si sta preparando

Il Tannhauser è un'opera meravigliosa: mi piacciono le musiche, mi piace il contenuto e le emozioni si sono fatte sentire. Per ovviare la difficoltà visiva sul palcoscenico, ho ripiegato sulla lettura del testo in italiano utilizzando la piccola luce del telefonino: nel semibuio, ho assaporato la musica dell'orchestra diretta da Zubin Mehta e l'ottima interpretazione degli attori.

Zubin Mehta con Elisabeth e Venere

L'ambiente era quello tipico di queste occasioni, non mi si confaceva più di tanto, ma ad ognuno la sua parte: la causa sta al di sopra di tutto il resto, l'importante era vivere quell'esperienza.

Il Tannhauser è l'opera che rappresenta il conflitto tra l'amore carnale e l'amore spirituale, ma il suo contenuto va assai al di là di quello che la semplice sintesi tende ad esprimere.
La musica di Wagner è ricca, avvolgente e penetrante.
Tritato dalla strumentalizzazione che ne ha fatto il nazismo, Wagner era un rivoluzionario, un rifugiato politico che sognava una società in cui l'uomo, libero dai vincoli della produzione, della morale borghese e del cristianesimo, potesse vivere nella gioia, riconciliato con se stesso, con la natura e con il destino. Vedeva nel comunismo l'esatto opposto di egoismo.
L'opera d'arte dell'avvenire è uno dei testi fondamentali in cui è espresso il suo pensiero.

lunedì 22 marzo 2010

Quando i bambini giocavano

Andrea Guglielmi (1960) nella bottega di falegnameria
del nonno Florindo nel 1965


Mi sono ricordata di questa significativa fotografia dopo aver ascoltato una relazione sull'installazione dei giochi per i bambini nei giardini pubblici di Vallebona.
Le "norme di sicurezza" non certo per la salute dei bambini, ma per evitare ogni sorta di responsabilità da parte delle autorità e delle ditte produttrici dei giochi, hanno costretto i volontari della Pro Loco che doneranno gli impianti a rinunciare all'installazione dell'altalena, uno dei passatempi per l'infanzia più belli, più poetici e più antichi.
Eh sì, ci sono i tubolari che sono pericolosi, la vicinanza dei fusti degli alberi che sono pericolosi, le recinzioni in prossimità che sono pericolose.
Era molto meno pericoloso, un tempo, lasciare sul banco di falegnameria un bambino appollaiato a scolpire un piccolo ceppo di legno con martello e scalpello, magari anche ben affilato, perchè se si faceva male (e non se ne faceva) la colpa era del nonno Florindo o dello zio Renzo...
Libertà vigilata anche sull'infanzia, per la sicurezza, si dice, ma in sostanza per lo scarica-barile di qualcuno: in realtà, poi, si muore anche sui giochi gonfiabili, quelli che sembrano un enorme materasso su cui ballonzolare.
Gli incidenti possono capitare, così è sempre stato, ma se penso all'infanzia libera e incontrollata che abbiamo vissuto nei paesi, ai muri altissimi di argine alle piazze, alle scorribande per sentieri, fasce e carugi e non è mai successo niente, salvo qualche sbucciatura di ginocchia, allora mi pare doveroso concludere che tutta questa "sicurezza" contribuirà a far crescere delle persone sempre meno in grado di affrontare le difficoltà e gli imprevisti che la vita riserva.
O no?

venerdì 19 marzo 2010

U levamàn


Non so se in altri luoghi esiste un punto di riferimento per indicare che è giunta l'ora di smettere di lavorare, il cosiddetto u levamàn.
A Vallebona, in ogni stagione, quando il sole e l'ombra si incontrano dal casolare al centro della fotografia, significa che la giornata lavorativa in campagna è terminata. E' sempre stato l'orologio "naturale" e, come una meridiana, mantiene inalterata la sua funzione, salvo i giorni in cui il cielo è coperto di nubi.
Mi riporta a mio padre ed è così che lo ricordo nel giorno della sua festa.

mercoledì 17 marzo 2010

Farsi il pane

Pane nel forno a legna
foto Marlor58

Un tempo tutte le famiglie si facevano il pane. Per molti decenni questa pratica è caduta in disuso, ma oggigiorno sono molte le persone che si fanno il pane. C'è chi beneficia di un bel forno a legna, c'è chi invece si accontenta del forno elettrico della cucina o addirittura di un fornetto, come me ad esempio...

Ersilio Montessoro - anni 84
foto Marlor58

Ersilio Montessoro, arzillo vecchietto, espleta il rito della panificazione ogni sabato pomeriggio: conosco altri vecchi della sua generazione che provvedono da loro stessi ad impastare e cuocere il pane per la provvista familiare, ad esempio Mario Genari.
Trovo che tutto ciò sia toccante.