domenica 13 maggio 2012

Mia maire

Donna contadina ligure
Foto archivio Renato Gianni Cane

Sciaccà, 
da e lensurae, da e barìe,
da e bisacche d'aurive;
bagnà.

Sciùgà,
da u tetin, da u camin,
da mi, dai mei frai;
sùssà.

Sc-ciupà,
da a souma, da a sciorta de crave,
dai figlòi è dai cagnòi;
struscià.

Acandacà,
a far e scuriglie è sciaira
deriva a a calseta;
sùà.

Ma bèla,
ciù bèla de tùtte
a te vegu stasseira
...mà!


Gabriele Cassini, dialetto di Apricale (Im)


Mia madre

Schiacciata, / dai teli agricoli, dal "barile per concimare". /  Dai sacchi di olive; / bagnata.
Asciugata, / dall'allattamento, dalla strada percorsa / da me, dai miei fratelli; / succhiata.
Distrutta, / dalla somara, dal gregge di capre, / dai bambini e dai cuccioli; / sfinita.
Che si dilunga, / a fare i lavori e stanca / vicino al casolare; / sudata.
Ma bella, / più bella di tutte / ti vedo stasera / ... mamma!


venerdì 11 maggio 2012

Gramellini oggi: Fra moglie e partito




"Dice di scrivere da Parma e di chiamarsi Emanuele. Sposato da vent’anni con la stessa persona, e con lo stesso partito - il Pci-Pds-Ds-Pd - da quasi trenta, domenica aveva due appuntamenti con l’adulterio. Uno a un’ora di macchina, in un ristorante vicino al mare, dove lo attendeva la nuova collega dai capelli nero-tizzone che gli fa il filo in modo sfacciato. L’altro in cabina elettorale con la lista di Grillo. La vita gli stava offrendo la possibilità di tradire in un giorno solo i suoi due spenti amori. Prima di partire per il mare è andato a votare: «Il Pd non è più neppure l’ombra del partito nel quale da ragazzo avevo creduto e che, pur con tutti gli errori che la Storia ci ha poi rivelato, mi aveva trasmesso un pizzico di passione e una speranza di futuro». Ma al momento di mettere la crocetta sui grillini è stato colto dal panico. «Credo sia stata la paura dell’ignoto a farmi tremare la matita e a indirizzarla verso il solito simbolo». Uscito dall’urna era così depresso e confuso che è tornato a casa, rinunciando alla scappatella marina. «Mia moglie è come il Pd. Non mi dimostra più attenzione né passione. Io ne soffro, eppure non so fare a meno di lei. Sono attaccato a qualcosa che non c’è più, ma che sento parte della mia vita. Così continuo a sperare che lei torni quella di un tempo e non vado via. Lo stesso faccio con il Pd. Ma il partito non è una persona. Con un partito temo di avere ancora meno speranze».

Se fossi la moglie, mi sentirei relativamente tranquilla. Se fossi Bersani, per niente. Di questo passo mi sa che le prime corna Emanuele le metterà a lui."

Massimo Gramellini, Buongiorno, La Stampa, venerdì 11/05/2012


mercoledì 9 maggio 2012

Clarissa e i maggi

 
"Ma che bei fiori...

Portare i bambini in campagna è uno spasso, soprattutto se sono nati e vivono nelle grandi città. C'è tutto da scoprire, ma la loro spontaneità nei confronti dell'ambiente naturale è qualcosa che ci ricorda quanto la natura sia la nostra vera madre.

 ...voglio andare a vederli più da vicino...

Clarissa è attratta dal bel colore dei maggi, vuole esplorarli da vicino e si impegna seriamente nell'impresa: senza chiedere aiuto a nessuno, si addentra in quella che per lei è "quasi" una foresta e inizia la sua avventura...

...accidenti, non pensavo fosse così complicato...

Quando si ritrova nel bel mezzo della "foresta" constata la situazione e magari pensa di essersi infilata in qualche strano imbroglio, ma tant'é, ormai bisogna andare fino in fondo.

...però ce l'ho fatta! Che meraviglia!"

Ed ecco che finalmente ha raggiunto il suo scopo: si china sorridendo e cerca di cogliere quei calici colorati per raggiungere i quali ha dovuto fare anche una certa fatica: all'alba dei suoi 16 mesi non è mica stata un'impresa semplice! 

Gladiolus italicus - i maggi

In dialetto li chiamiamo maggi, ma trattasi di  gladiolus italicus o gladiolo dei campi ed è una specie spontanea diffusa nella zona mediterranea, principalmente al centro e al sud: naturalmente la Liguria, che ha lo stesso clima, beneficia della presenza di questi fiori, che immancabilmente fioriscono nel mese di maggio. Crescono nei campi coltivati, oliveti e terreni erbosi, pendii rocciosi, fino a 700 m. di altitudine: un tempo erano molto comuni, ma oggigiorno sono sempre più rari a causa delle lavorazioni profonde del terreno e per l’utilizzo di diserbanti. 



I maggi hanno foglie strette e lanceolate, possono raggiungere un’altezza di 70-100 cm e i fiori sono color rosa porpora intenso con venature più chiare.
Il gladiolus italicus può essere confuso con il gladiolus communis: il nome deriva dal latino e sta a significare piccola spada, con riferimento alla forma delle foglie; il nome popolare più diffuso è infatti spadacciola. Ovviamente l’aggettivo italicus sta a indicare la zona di maggior distribuzione.

Se non era per l'interesse dimostrato da Clarissa per i maggi, passava ancora un pò di tempo prima di riflettere su qual era il nome botanico di questo fiore. Una piccola ricerca ha risolto l'enigma e avvalorato il fatto che anche dai bambini c'è sempre da imparare...



lunedì 7 maggio 2012

La frangetta di Babilù

Angolo della Fonte Mariantonietta

I lettori di questo blog conoscono Babilù, il salice piangente che abbellisce, oltre al mio uliveto, anche tutta la zona circostante. Ogni anno le sue fronde arrivano ad invadere la strada interpoderale e puntualmente necessita di manutenzione: essendo pendulo, l'operazione consiste nel tagliargli la "frangetta".
Anche se ieri il cielo era ottenebrato da una fitta nebbia, stamane la luce del sole era dirompente e scattare le foto era un'impresa: in questa immagine si può tuttavia vedere il rivolo d'acqua della fontana, dopo averne ripristinato il corso e averla ripulita da ogni sterpaglia accumulatasi durante l'inverno.

Fonte Mariantonietta

La casualità a volte crea coincidenze particolari. Alcuni anni fa mi regalarono questa pietra su cui è inciso il simbolo del genio civile e la scritta Fonte Mariantonietta. Il toponimo della campagna è Sant'Antonio, una delle tre proprietarie del sito (sorella di mia nonna) si chiamava con quello stesso nome ed era nata il 13 giugno come me, giorno appunto in cui si festeggia Sant'Antonio da Padova. Inoltre Mariantonietta era il nome della mia più cara amica, che da quest'estate non è più tra noi: il pensiero per lei, qui alla fonte, è inevitabile. E' un angolo bellissimo, poetico, anche se posizionato sulla strada, peraltro assai trafficata.

Babilù

Usando ogni strategia possibile, ho dedicato la mattinata al ripristino dell'area della fonte e a tagliare rami e "frangetta" a Babilù. E' diventato gigantesco e mi sentivo davvero come Nessuno dinanzi a Polifemo: d'altronde il tipo di piante che coltivo abitualmente hanno dimensioni decisamente inferiori.
Gli uccelli cantavano, Paolo stava potando gli ulivi e le falciatrici tacevano: trovarsi vicino ad una fonte per abbellirla e compiere un lavoro che porta beneficio al prossimo ha reso il mio operato decisamente gratificante.
Sono regali della terra che, in questi momenti così difficili, mi auguro possa tornare ad essere madre per tanti figli che non sanno come risolvere i loro problemi.


sabato 5 maggio 2012

Esseri straordinari



Ringrazio il mio amico Anselmo che mi ha segnalato questo video, nella speranza che il contenuto sia di assoluta veridicità e non "costruito" ai fini dell'efficacia che ne deriva.
A voi.


mercoledì 2 maggio 2012

La scelta del pittore


Leonardo Da Vinci - Cenacolo (restaurato)
Chiesa di Santa Maria delle Grazie - Milano

Il grande Leonardo da Vinci aveva accettato di affrescare il refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano con un grande disegno che rappresentava l'Ultima Cena di Gesù con gli apostoli.
Voleva fare di quell'affresco un capolavoro e perciò lavorava con calma e attenzione. Nonostante l'impazienza dei frati del convento il disegno progrediva molto lentamente.
Per il volto di Gesù, Leonardo aveva cercato per mesi un modello che avesse tutti i requisiti necessari: un volto che esprimesse forza e dolcezza, spiritualità e intensità luminosa.
Finalmente lo trovò e diede a Gesù il volto di Agnello, un giovane franco e pulito che aveva incontrato per la strada.
Un anno dopo, Leonardo cominciò a girare nei quartieri malfamati di Milano e nelle bettole più equivoche e losche. Aveva bisogno di trovare il volto di Giuda, l'apostolo traditore. Cercava un volto che esprimesse inquietudine e delusione, il volto di un uomo disposto a tradire il migliore amico. Dopo notti e notti in mezzo a farabutti di ogni specie, Leonardo trovò l'uomo che voleva per il suo Giuda, Lo portò nel convento e si accinse a ritrarlo. In quel momento vide negli occhi dell'uomo brillare una lacrima.
"Perché?", gli disse Leonardo, fissando quel volto noto.
"Io sono Agnello", mormorò l'uomo. Lo stesso che le è servito da modello per il volto di Cristo". 

Una bella anima fa bellissimo il volto.


 Bruno Ferrero, Il canto del grillo, Elledici, Torino 1990


martedì 1 maggio 2012

Primo maggio - Il lavoro




Oh, si, chi lavora è felice!
Lo dice il martello, lo dice
la pialla, la vanga, la sega,
ché, lavorando, si prega.

Chi non lavora è scontento
ha l'animo torbido e cupo
e se lo guardi, spavento!
gli vedi due occhi da lupo.



Renzo Pezzani (1898 - 1951)


                             Quanti occhi da lupo ai giorni nostri...